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Annali della cittŕ di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   disinvolti ; di tal natura in somma e di tal portamento, eome si conviene a teatrali produzioni. Lucio scrisse pure un libro di Geografia , che fu reputato assaissimo pei tempi in cui visse. E visse egli contemporaneo di Laberio, di Publio e di Giulio Calidio ; e fu imitatore di Lucio Siila, di Quinto Novio e di Pomponiano.—Le sue Commedie ò Favole teatrali, erano conosciute e decantate (com'ab-biam detto nella nostra Prefazione) sotto il titolo di Atellane: ond'è venuto che Pomponio Lucio Bolognese fosse da tutti chiamato = l'Autore delle Atei-lane ; com medie che preser tal nome perchè rappresentate la prima volta in Atella, una delle Osche CittĂ . Eusebio reputa ch'ei vivesse l'anno 667 di Roma (ÂŁ7 avanti G. C.). Macrobio nei Saturnali ne fa pur menzione, Varrooe lo dice Poeta ed Oratore di merito non comune ; Velleio Patercolo lo chiama celebre pei concetti , non colto delle parole , commendevole per novitĂ  di tessitura. — Il Fabrizio , il Vossio ed Enrico Stefano tra i moderni, tutti parlano con riverenza del Bolognese Pomponio. E il Patschio e il Gesnero e il dotto Pietro Crinito recan 1' intero Catalogo delle Atellane di Lucio.
   Caio Rusticello è un altro famoso Bolognese, il quale forse era morto nell'anno 70^ di Roma (avanti Cristo 5a) quando il sommo, insuperato Cicerone scriveva il Dialogo suo de claris Oratorìbus. Il pa* dre adunque della latina eloquenza ragionando a lungo della fama e del merito degli Oratori di tutta Grecia e di Roma, passa a dir pure di quelli che vennero in lode presso i Latini e gli Alleati: e dopo aver detto di Quinto Vezzio Vezziano nativo dei Marsi, e di Quinto e Decio della famiglia Valeria da Sora, tiene discorso del Bolognese Rusticello, che per avviso di lui era di molto esercitato ed avea natura di gran fantasia fornita ; ond' ebbe costantemente abbondanza, varietĂ , armonia e facilitĂ  di perorare. Anzi dice ch'ei fu migliore dei tre prefati coetanei , e che non ebbe chi '1 superasse se non Tullio Betuzio Barro da Ascoli.—