BOLOGNESI
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per servigio del padre , e gli accrebbe di benefici e onorificenze. All'appressarsi del verno, composti o calmati almeno i dissidi d'alcune terre Lombarde , e principalmente de'Milanesi e de'Cremonesi, discese in Puglia per lo Piceno.
La Lega intanto a preghiera de' Vicentini , clie reclamavano le Castella del lor Distretto occupate da Ezzelino e da' Padovani, s' era apparecchiata a conoscere sulla contesa. Il parlamento a quel tempo siedeva in Mantova. Alberto Scarpa vi rappresentava per lo Comune di Bologna coi Rettori di Milano , Brescia, Verona, Vicenza, Mantova, Modena e Reggio ; e cioè per Milano Alberto da Camerario , per Brescia Alberto del Giudice, per Novara Rinaldo di Mortaro , per Verona Giacobino di Bizzo, per Vicenza Berno , per Mantova Buoncanonico degli Obizzi, per Modena Guglielmo d'Atto Losco e per Reggio Barnaba. L'ambasciatore poi di Bologna era Ramberto dell' Arbore. La sentenza fu promulgata al Novembre, e importò che al Comune di Vicenza si dimettessero dagli occupanti Bassano e l'altre Castella, quante spettavangli nel Pedemonte, e gli furon tolte a quel tempo, che resse Jacopo de'Car-bonesi, nè però il Comune di Padova ardisse eccitar querela contro Ezzelino, o turbarlo per lo rimborso del sostenuto dispendio.
Ma in Bologna a Guido da Vi mercato Podestà t sottentrò Matteo da Correggio Parmigiano. A suo tempo un Sindaco del Comune venne in Ferrara a comporre sull' uccisione di Giovanni Cavalli cittadino di quella terra commessa nel Bolognese. Oltre alla famiglia pregiudicata gli giurò pace colà nel pubblico arringo il Podestà Marchese Azzo d' Este, e cessarono le rappresaglie (19 Novembre).
Nuove convenzioni fissate in quest' anno fra Jacopo di Bernardo, e tutt'altri de'Carbonesi ci forniscono la più antica traccia della lor nimicizia col-l'intera consorteria de'Galluzzi (iaAprile), che poscia, o gli odi privati derivassero da causa pubblica, o viceversa, tornò funesta per molti modi non tanto alle due famiglie che alla Città .