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Annali della cittŕ di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   ai 8.
   ANNALI
   di Diurna, Enrico di Pappenhèim Maniscalco, e mol-t'altri fra'maggiori dell'Alemanna. 11 raggiunse in Pisa Gerardo Vescovo di Bologna, che noverato frai Principi, ed accresciuto di privilegi , giustificò in molta parte i sospetti recenti de' cittadini. Di lĂ  scese Enrico in arme ad invader la Puglia, e tanto gli valsero le congiure, che rimosso qualunque ostacolo di qua dal Faro , tentò eziandio la Sicilia, e all: Ottobre fu coronato in Palermo. Il giovane Guglielmo Re messo in ceppi , nè senza molta perfidia, gli rassecurò la conquista. A spogliarlo di tal Contado, accordatogli solennemente nell' atto che dimise lo scettro, e ad incarcerarlo insiem colla madre e colle sorelle, valse il pretesto d' una segreta cospirazione per ritornarsi nel Regno. — Intanto ad Enrico dissetaron l'avarizia i tesori Normanni, la vendetta e i supplizi moltiplicati. Fra'Teutonici , che soli ebber ricompensa, Filippo Duca fu investito della Toscana, Marquardo riportò la Marca Anconitana , e il Ducato di Ravenna col restante della Romagna ; Corradp di Merania il Ducato di Spoleti , e il Contado d'Assisi con altre terre nel Regno.
   Ma in Bologna dopo il patto co' Ferraresi erasi eccitata intorno alla salma e a'diritti corrispondenti qualche incertezza, che traeva seco necessitĂ  d'interpretazione. A fornirla in concordia furon arbitri per lo Comune Giberto Giudice detto Rullò ed Alberto di Gerardo Gisla,e pei Ferraresi Marchesi no di Mainardo e Jacopo Trotti, che al Febbraio in-oontraronsi presso Galliera (n Febbraio): Fra'Savi ehe accompagnavanli dalle rispettive CittĂ  , nove-raronsi per nome nostro Guidotto di Gerardo degli Orsi, l'uno de'Consoli, Calanchino Console de'Mercanti e Guido de'Terafogoli Rettore delle societĂ .— Quest' è la prima volta che si annunziano in Bologna le societĂ  giĂ  cresciute e rappresentate da un capo eletto in concordia, sicchĂ© vegliasse nelle pubbliche risoluzioni, o le autorizzasse col suo consenso quante volte fosse mestieri. Quelle delle Arti