Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Primo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (229/597)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (229/597)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   BOLOGNESI
   â€¢67,
   Ma all'appressar de'Comizi s'aprì in Bologna argomento per civili dissidi. Gerardo Vescovo, sedotto immaturamente ad orgoglio dalla passata benemerenza rivolgeva nell'animo cose nuove, per avvantaggiarsi a dominio. Congiuravano ad agevolargli le strade non pochi fra' cittadini primari allettati dalla speranza d' un cangiamento , che restringesse gli uffici pubblici a pochi della milizia , e 1' antesignano era Jacopo d'Alberto d'Orso, che raccomandavano il sangue e le dignità famigliari. Nè tuttavolta il Comune non indugiò a volger l'occhio sull' attentato. Aveva di per sè fornita a sospetti causa non lieve lo stesso Vescovo, sendochè la stessa ospitalità esercitata con Enrico Re, come scese in Italia per la corona, ricordava non inverisimili indizi d' alcuna traina tessuta fino d' allora per sot-trar la terra alla Lega , ed assoggettarla all' antico giogo. Aspro fu quindi il contrasto fra Jacopo, che secondato da' suoi seguaci voleva prorogata al Vescovo la podestà, ed il restante de'cittadini determinato a dimetterlo. Prevalser questi per ultimo, e a' Consoli prescelti allora perfino a dodici fu accordato pieno potere, sicché vegliassero sul rischio pubblico. Furon questi, da quanto appare, Dotto di Timone de' Carbonesi , Piero di Milanzólo , Egidio di Pritone de' Geremei , Alberto Scarpa di Savio, Ausilitto , Scogozzaprete de' Prendiparti , Guglielmo de' Malavolti , Alberto di Rolando Rampone , Guidotto di Gerardo degli Orsi, Ramberto dall'Arbore, Gioseffo de'Toschi e Gerardo di Pier Guidotto.
   Ed ecco accendersi immantinenti frai due partiti una mischia, che dalla curia propagandosi nella Città funestolla con uccisioni, rapine e incendi. Rimase dall'una parte fra spenti Gioseffo Consolo, Alberto di Rolando tornò ferito, Dotto e Alberto Scarpa scavalcati e malconci, e le case de' Prendiparti e degli Ausilitti sostennero guasti e saccheggi. Per 1' altra fu recisa una mano a Piero de' Scannabec-chi, e si noverarono parecchi morti o feriti. In fine dopo un contrasto ostinato e dubbioso, la sorte si