BOLOGNESI
moneta non ascendeva che a grani tredici o poco più ; e in quanto alla lega erano in ciascuna libbra once a e tre quarti di argento , che suddivise colla proporzione sovraccennata , importavano grani 3 crescenti da ripetersi in ciascheduna. Questa Lira di Bolognini (nel iao5) equivaleva alla terza parte della Lira Imperiale.—Poco dopo aver dato ai Bolognesi il privilegio suddetto, ed avendo redin-tegrato Obizzo Marchese (i3 Febbraio), ne'suoi diritti sul Contado di Rovigo e sugli altri luoghi che i Veronesi gli avevan tolti nel tempo che quel Comune era in arme a danno de'Ferraresi, avanzò Enrico verso Roma (28 Marzo). Frattanto il terzo Clemente morendo al Marzo (3o Marzo), aveva fatto luogo a Giacinto Cardinal Diacono di santa Maria in Cosmedin, che si nominò Celestino terzo; e dalle sue mani, dato il giuramento prescritto in favor di Chiesa, ricevè Enrico all'Aprile la corona d'Impero nella Basilica Vaticana, e con esso lui la Regina. Di là oltrepassò (i5 Aprile) con possente esercito a combatter Tancredi, figlio illegittimo di Rug-geri Duca di Puglia, che i Siciliani dimentichi dell' omaggio prestato ne' tempi addietro a Costanza , avevano sostituito nel Regno al secondo Guglielmo. La forza e le intelligenze coi malcontenti , forni-Tongli un facil adito fino a Napoli, che fu stretta d' assedio.
Ma le dissensioni poco men che sopite, avevano ripigliato ardire in ciascuna provincia del Regno Italico, e più poi nella Lombardia. S'erano infatti rinnovati nella Romagna i litigi fra Guido Guerra ed il Comune di Faenza; d'altra parte combattevano i Ferraresi co' Mantovani, ed i secondi avevano tocca a Massa Lombarda una sanguinosa sconfitta. Nella Marca di Trivigi le discordie domestiche fra quei partito che si nomò de'Monticoli, e i Conti di san Bonifazio incrudelivan più che prima per l'uccisione di Sauro Conte, commessa a tradimento dagli avversarii ; nè le Marche di Toscana e d'Ancona, andavano immuni da contese. E qui, a tacer della