Lettere della Guerra dall'epistolario di famiglia

Dal 25 luglio 1943 alla liberazione, lettere di civili e militari

a cura di Federico Adamoli



03/09/1943, Margherita Rizzacasa, Orsogna

      Orsogna, 3-9-43
      
      Caro zio Umberto,
      vi scrivo per pregarvi di un favore, sperando di non recarvi troppo fastidio. Si tratta di aiutare, se è possibile, una famiglia di nostra conoscenza sfollata da Catanzaro e che prima di stabilirsi in Orsogna si era fermata a Teramo per pochi giorni. Credendo di potervi rimanere aveva costà spedito da Catanzaro un vagone contenente carte e mobilio.
      Di questo vagone n. F-7101299, indirizzato alla Signora Maria Barra-Giambone, ormai è un mese, non ha più notizie; richiestene al Capostazione di Teramo non ha avuto risposta. Pensiamo che il vostro autorevole interessamento presso il Capo Stazione potrebbe sollecitarne le ricerche e le notizie relative ad esso.
      Noi stiamo tutti bene e così mi auguro sia di voi, della cara Zia Clarice e della signorina Irma. Partimmo da Roma, il 20 luglio subito dopo il primo bombardamento. Siamo molto preoccupati per Menina che trovasi in Aquila con i bambini, e per Giovanni che è imbarcato su di un pontone nel golfo di Taranto. Speriamo bene!
      Attendiamo fra giorni il marito di Augusta che verrà in licenza dalla Grecia dopo un anno di assenza.
      Vi prego volermi scusare molto per il fastidio che vi procuro. Con molte affettuosità per tutti vi ringrazio ed abbraccio.
      aff.ma nipote
      Margherita [Rizzacasa]