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ANNUARIO A.S. 1927-28 1928-29
R. Istituto Tecnico 'V. Comi' di Teramo
Quirino Valente (cura)
Tipografia Cioschi, 1930, pagine 141

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a cura di Federico Adamoli

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   to che tale spoglia non dovette essere ben centrata, tanto più che un simile fardello è abbastanza ingombrante, sia per lo sviluppo della testa sia per la difficoltà di ravvolgere- la pelle. Non è, poi,'. .difficile determinare i valori ponderali, ricavando il volume da la media dei perimetri; i decimetri cubi esprimono i chilogrammi, se si considera il peso specifico pressappoco uguale a quello dell'acqua. Ho riprodotto così per leoni e tigri, su stature oscillanti da meno di dm. 9 a più di un metro, valori ponderali compresi tra un quintale o anche meno e circa due quintali.
   Si è asserito che un lupo possa trasportare un montone, tenendolo sollevato da terra, e che un leone o una tigre faccia altrettanto con un bue del proprio peso (18). A-prescindere dal fatto che tale sforzo sarebbe eccessivo e sproporzionato per la mole del predatore, oltre di che non sarebbe consentito da l'equilibrio, a prescindere dal fatto che con serie argomentazioni si è smentito detto asserto (19), un bue, per quanto piccolo sia, tocca il suolo anche se il felino tiene la testa alta, tanto più che, non essendo facile determinare esattamente il centro di gravita della vittima, questa tende a cadere penzoloni. Forse potrà essere trasportata in tal modo qualche piccola antilope, ed io non dubito che una gazzella di una quindicina di chili possa essere portata via come un gatto porta un gattino. Dubito che il carnivoro possa camminare tenendo sollevato tra le fauci più del triplo di un tal peso ossia del quarto del proprio, ma non escludo che possa trascinare sul suolo una preda del proprio peso. Non si potrà obiettare che un leone o una tigre debba portar via agevolmente la preda per poter superare con essa un recinto, che la fiera schianta una siepe col solo suo peso, accresciuto da l'impeto del salto, sì che, nel ripassarvi con la vittima, trascina questa per l'apertura prodottasi. L'elefante, erculeo e fornito di collo corto, il che costituisce senza dubbio un vantaggio, trasporta la terza parte o, tutt'al più, la metà del proprio peso, reggendo il carico con la proboscide o con funi sostenute da la nuca, e per compiere un tale sforzo cammina lentamente e quasi barcollando.
   Poiché il campo delle esagerazioni non ha limiti, si è asserito
   18) Buffon, op. cit. voi. cit. pag. 225. Figuier, op. cit. pag. 154. Perrier - La vie des animaux illustrée. Les mammifères, voi. 1. pag. 238 e 247.
   19) Mastrolilli - Notizie biologiche sui felini, pag. 13.
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