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a cura di Federico Adamoli Aderisci al progetto!
pata, Megastene e Strabene affermano che le tigri sono una volta più grosse dei leoni e Prospero Alpino asserisce che sono molto maggiori delle leonesse, se non che le tigri di cui parla quest'ultimo sono forme maculate (7). Per un certo tempo supposi che si potesse trattare di ibridi di leoni e leopardi, ma ora mi sembra più probabile che i succitati autori avessero nozione di leoni o leonesse, forse, non del tutto sviluppati, e che ne paragonassero la grandezza a quella, misurata su pelli, di grossi leopardi e di tigri, pelli le quali, essendo ben distese, potevano apparire considerevolmente maggiori, e si badi che l'aumento di lunghezza di un quinto, dovuto a la distensione della pelle, può, per il rapporto tra le misure lineari e quelle volumetriche, far sembrare l'animale il doppio in grossezza. Che si sia potuto trattare di esemplari non del tutto sviluppati è avvalorato dal fatto che le leonesse rassomigliano a le forme giovanili e che, d'altro 'canto, l'autore non considera carattere differenziale la macchiettatura delle pretese tigri, macchiettatura la quale si riscontra a lo stadio giovanile nella spacie leonina, sebbene sia alquanto differente. Rilevo, a tal riguardo, che Buffon, su la testimonianza di altri, ascrisse a una specie, battezzata da lui col nome di coguaro di Pensìlvania, un felino il quale appariva molto lungo di corpo e basso di gambe (8), forse per non essere stata ben modellata e stirata ugualmente la pelle imbottita, che nel genere Felis il rapporto tra la lunghezza del corpo e l'altezza risulta pressappoco costante.
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