Gelasio Adamoli
La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Diritto di veto (1951)

Perché la Russia ha il diritto di veto? Perché essa si oppone all'ingresso dell'Italia nell'O.N.U.? - Marco Mezzana - La Spezia

Queste domande, così come sono poste, stanno a dimostrare con immediata evidenza quanto dannosa e pericolosa sia la forma falsa e semplicistica con la quale la stampa antisovietica tratta le questioni dei rapporti internazionali e dalla quale persone in perfetta buona fede, come Lei, traggono gli elementi per un proprio orientamento. Le sue domande riproducono una convinzione molto diffusa nel nostro Paese, anche fra persone politicamente oneste, le quali non si pongono per motivi di classe ideologici contro l'URSS ma che pure, martellate da una propaganda di cui in genere non si rendono neanche conto, arrivano a trovarsi inconsapevolmente cultori di una specie di filosofia manichea per cui tutto il bene è da una parte - Occidente è il termine sintetico utilizzato per l'occasione - e tutto il male è dall'altra - Oriente è il controtermine. Per semplificazioni successive si arriva a quella visione della divisione del mondo, della quale Sforza in Italia è stato il teorico sommo, in America e URSS (anzi Russia).
Per quanto lei mi chiede, vorrei cercare di risponderLe in termini precisi:
1) non esiste un diritto di veto nello Statuto dell'ONU; tanto meno può essere quindi l'URSS la monopolizzatrice di questo famoso diritto del no;
2) non è vero che l'URSS si opponga all'entrata dell'Italia nell'ONU.
E cerco di dimostrarLe quanto Le ho affermato.
1) Nello Statuto dell'Onu esiste il "principio dell'unanimità" secondo il quale nessuna decisione deliberativa nel seno del Consiglio di Sicurezza può essere considerata valida senza l'approvazione dei cinque membri permanenti nel Consiglio stesso (Cina, Francia, Gran Bretagna, URSS e USA). La formula dell'unanimità fu proposta da Roosevelt nella Conferenza di Yalta nel febbraio del 1945 - presenti anche Stalin e Churchill - ed è questa formula che ha in sè il principio fondamentale per il raggiungimento di una pace stabile, il principio della coesistenza pacifica dei due sistemi capitalistico e socialista. Il principio dell'unanimità significa obbligare le Grandi Potenze, che assommano su di loro la responsabilità della pace e della guerra nel mondo, a discutere per trovare sempre una soluzione che risponda agli interessi generali, per evitare che a colpi di una qualche "maggioranza automatica" si impongano soluzioni rispondenti agli interessi di una sola Potenza o di un gruppo di Nazioni legate da comuni interessi politici.
E' in definitiva il principio della soluzione dei contrasti attraverso la ragione (pace) contrapposto al principio della soluzione attraverso la forza (guerra).
Quando qualcuno dei membri permanenti non approva questa o quella proposta, se la Nazione che si oppone appartiene al mondo capitalista la stampa gialla non ha nulla da dire: in tal caso si tratta secondo essa della normale applicazione dello statuto dell'ONU. Se invece si tratta dell'URSS allora si parla di veto e si arriva a far credere a milioni di uomini che l'URSS abbia imposto per sè la prerogativa del veto.
2) Il 10 febbraio 1947 furono firmati a Parigi i trattati di pace con i Paesi che erano stati alleati della Germania nazista: Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Finlandia. Questi trattati riconoscevano il diritto per tutti i nominati paesi ad essere ammessi senz'altro nell'ONU.
Ma quando, nell'autunno dello stesso anno 1947, alla seconda sessione dell'assemblea generale dell'ONU, si trattò di applicare quanto fissato dai trattati di pace, gli Stati Uniti e i loro satelliti avanzarono una discriminazione nei confronti dell'Ungheria, della Romania e della Bulgaria, cioè dei Paesi retti a democrazia popolare fra quelli aventi diritto all'ammissione. Di fronte a tale atteggiamento, l'URSS condizionò la sua approvazione della domanda di ammissione italiana, alla approvazione da parte USA, delle domande dei tre paesi suddetti. Successivamente, l'URSS formulò una proposta di risoluzione secondo la quale i cinque paesi interessati sarebbero stati ammessi nell'ONU tutti assieme, in modo che ogni discriminazione fosse impossibile. Una tale risoluzione di cui è veramente difficile contestare la esattezza giuridica e la opportunità politica, fu respinta.
Non Le pare quindi che non sia l'URSS ad opporsi all'ingresso dell'Italia nell'ONU, ma al contrario siano gli Stati Uniti, la Francia e l'Inghilterra?
Per una documentazione completa e ufficiale sulle questioni da Lei poste le suggerisco la lettura dei discorsi di Viscinski in "Politica estera sovietica" ed. Cultura Sociale.


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