Gelasio Adamoli - La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Trattato di pace con l'Ungheria (1952)

A proposito dell'aereo americano fatto atterrare da caccia sovietici in territorio ungherese un mio amico non comunista mi ha detto: “Voi protestate tanto perché in Italia vi sono truppe americane, ma anche l'Ungheria si trova nelle stesse condizioni dell'Italia, perché nel suo territorio ha truppe sovietiche”.

             Il tuo amico ti ha posto la questione in modo completamente errato, certamente perché egli non ne conosce i termini reali. Evidentemente egli non sa che in Ungheria non vi sono Comandi generali sovietici, né vi sono basi sovietiche; solo, in dipendenza del Trattato di Pace ungherese, firmato dalle quattro potenze ex-alleate (URSS, USA, Gran Bretagna e Francia), vi sono guarnigioni per assicurare le comunicazioni dell'Armata Rossa con le zone di occupazione sovietica in Austria.
             Il parallelismo con la situazione italiana non ha senso.
             Infatti le basi americane in Italia derivano dal Patto Atlantico ed io non credo qui necessario ricordare il significato di questo patto militare; credo solo opportuno, ai fini della questione che sto cercando di chiarirti, fissare questi due punti: 1.) dal punto di vista dei rapporti internazionali il Patto Atlantico è in contrasto con la carta dell'ONU, ossia il patto atlantico è un fattore di contrasto nei rapporti internazionali; 2.) dal punto di vista nazionale la firma del Patto Atlantico, patto militare, significa la violazione della Carta Costituzionale, significa la rinuncia al bene più prezioso di un popolo, l'indipendenza nazionale.
             Il Patto Atlantico, da cui deriva la presenza nel territorio del nostro Paese di truppe straniere, è quindi un patto che è fuori della legge internazionale (Carta dell'ONU) ed è fuori della legge nazionale (Carta Costituzionale). La presenza di guarnigioni sovietiche in Ungheria è, al contrario, conforme ad accordi internazionali di carattere unitario, dipende da un Trattato di Pace e costituisce un elemento transitorio nell'attesa della firma di un altro Trattato di Pace, quello con l'Austria.
             Difatti il Trattato di Pace con l'Ungheria, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, fissa il diritto dell'Unione Sovietica di conservare sul territorio ungherese le forze necessarie per proteggere le comunicazioni dell'Armata Rossa con la zona di occupazione sovietica in Austria. Il trattato porta le firme dell'ambasciatore sovietico Bogomolov, dell'ambasciatore americano Jefferson, dell'ambasciatore britannico Duff Cooper e del ministro francese Bidault. La presenza delle truppe sovietiche in Ungheria, ritenuta necessaria anche dai “tre grandi occidentali” non è imposta dalla volontà dell'URSS e tanto meno dalla politica perseguita dal governo sovietico o da quella perseguita dal governo ungherese, essa, necessaria oggi come era necessaria nel momento in cui fu concordata con gli ex alleati, è imposta dalla politica degli Stati Uniti che ha finora impedito la stipulazione del trattato di pace con l'Austria.
             E tu sai come l'Unione Sovietica abbia preso numerose iniziative per giungere alla soluzione dei problemi di fondo dei rapporti internazionali fra i quali, appunto, la stipulazione del trattato di pace con l'Austria. Ricorderai certamente la proposta di Viscinsky di un anno fa per un incontro quadripartito e che portò a quella famosa Conferenza dei Sostituti al Palazzo Rosa il cui fallimento dipese dall'intransigenza degli Stati Uniti, dell'Inghilterra e della Francia nel non volere porre in discussione proprio quelle questioni (Patto Atlantico, basi militari americane in Europa) da cui scaturiscono le più gravi minacce per la pace del mondo.
             Per restare nel campo che ci interessa, il fatto è che gli “atlantici” non hanno alcuna volontà di concludere il trattato di pace con l'Austria poiché ciò li obbligherebbe a ritirare le truppe di occupazione da una base che essi valutano di grande importanza per la loro strategia di aggressione.
             Nessuno quindi può accusare l'URSS di avere violato accordi internazionali, nessuno può accusare l'URSS di attentare all'indipendenza dei popoli; la sua lotta per giungere ad un patto fra le Cinque Grandi Potenze, attorno alla quale si stringono centinaia di milioni di uomini di tutto il mondo, è lotta di pace e di indipendenza per tutti i popoli della terra.


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