Gelasio Adamoli - La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Pellicce sovietiche (1952)

Ho letto nella cronaca di Genova di un furto di pellicce di astrakan, di produzione sovietica. Ma allora in Russia si producono sempre pellicce di valore? Comunque credo che una tale produzione sia destinata essenzialmente alla esportazione. (Mauro L. - Genova)

             Peccato che questa domanda lei non l'abbia rivolta a qualche “esperto” della RAI, del tipo di quello che erudì gli ascoltatori sull'uso delle automobili nell'URSS (riservato a pochi “fortunati” della vita politica ed economica, sentenziò quella voce “esperta”): avremmo potuto farci altri cinque minuti di buon umore apprendendo che i russi dal tempo della Rivoluzione d'Ottobre sono costretti a battere i denti dal freddo nel lungo inverno nordico e che solo Stalin e qualche suo diretto amico usano oggi in Russia le pellicce di astrakan.
             La realtà è che la Russia esporta oggi, come esportava nel passato, pellicce di valore. La differenza fra il presente e il passato è che la produzione di tali pellicce, che deriva da grandiosi allevamenti di agnelli per la produzione dell'astrakan, di volpi argentate, di volpi azzurre, di castori, ecc., fa parte di tutta la produzione pianificata socialista ed è diretta, oltre che a continuare a sviluppare il commercio di esportazione, ad assicurare il soddisfacimento delle crescenti esigenze del consumo interno.
             Per quanto riguarda le pellicce di astrakan, se esse rappresentano in Italia consumo di lusso, nell'URSS rappresentano consumo di massa e ciò sia per le diverse caratteristiche climatiche sia, soprattutto, per l'alta capacità di acquisto raggiunto da tutti i lavoratori sovietici.
             Ma forse lei crede ancora alle ormai rinsecchite bubbole secondo le quali il socialismo impedisce il godimento di beni di pregio, quali pellicce, automobili, gioielli, ecc.
             Ma non le sembra che, dalle nostre parti, dove non abbiamo i “guai” del socialismo l'uso di quei beni sia veramente inibito alla stragrande maggioranza dei cittadini?
             Non si preoccupi dei russi, non ve ne è alcun motivo, lo creda, si preoccupi piuttosto degli italiani.


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