Gelasio Adamoli - La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Minatori sovietici (1952)

Non sono rimasto molto soddisfatto della tua risposta sulla divisa dei minatori sovietici e debbo farti una critica. Io non intendevo raccogliere una menzogna anticomunista, intendevo avere un chiarimento perché, sulla rivista “Union Soviétique”, ho visto fotografie di minatori con elegani divise scure. La tua risposta non mi è parsa approfondita. (Mario Bracci – Genova)

             Riconosco che il tono della mia risposta non poteva essere troppo gradito da chi, come te, intendeva porre una domanda che trovava la sua origine in un onesto desiderio di conoscenza della vita sovietica, sia pure in un aspetto del tutto marginale, e non da un dubbio creato dalla banale propaganda avversaria.
             Mi pare però che tu continui ad essere convinto che i minatori sovietici abbiano la divisa, non come attrezzatura di lavoro ma come una specie di uniforme che dovrebbe essere indossata in permanenza.
             A questo proposito non ho nulla da approfondire per la mia risposta. Le fotografie su l'”Union Soviétique” tutti le abbiamo viste e tutti abbiamo ammirato la perfetta tenuta di lavoro dei minatori sovietici, ma si tratta sempre di fotografie fatte sui luoghi di lavoro.
             In “divisa” e con le loro decorazioni i minatori sfilano nelle celebrazioni del lavoro, così come, con giusto orgoglio, sfilano in tuta i nostri operai nelle giornate di festa dei lavoratori.
             Niente di più.


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