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Non è certamente possibile esaurire, e neanche solo appena affrontare, qui in questa modesta rubrica, la questione che lei solleva, la quale investe due grandi concezioni filosofiche del mondo: l'idealismo e il materialismo. Ma ho creduto utile portare a conoscenza dei lettori de "l'Unità" la sua lettera poiché essa, evidentemente scritta da un semplice lavoratore, mi è apparsa un prezioso esempio dello sforzo che in misura sempre maggiore vanno compiendo i lavoratori coscienti per approfondire le loro conoscenze, sino a giungere alle sorgenti del pensiero filosofico.
Pur dimostrando di averne afferrato compiutamente il significato, lei non cita esattamente la famosa frase di Marx, la quale è la seguente: "Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza". (In "Per la critica dell'economica politica").
Qui, in questo giornale politico, l'unico punto che mi preme precisarle è che questa concezione filosofica del mondo costituisce la grande forza del marxismo-leninismo, poiché tutta l'azione pratica dei partiti politici fondati su tali ideologie, abbandonando ogni fantasticheria, ogni utopia, ogni astrazione contenuta nei cosiddetti principi della ragione umana, segue le grandi direttrici dello sviluppo materiale della società, delle esigenze reali della vita sociale.
Senza neanche tentare di allargare in questa sede il discorso, io le suggerisco di leggere e commentare con il suo contraddittore il capitolo sul "Materialismo dialettico e materialismo storico" contenuto in Storia del Partito Comunista (bolscevico) delL'U.R.S.S.. Sono convinto che il suo amico vorrà leggere poi tutto il libro e sono altrettanto convinto che dopo tale lettura molte delle sue idee saranno cambiate.
Soprattutto capirà, se ancora attualmente ne è in grado, la profondità scientifica dell'ideologia marxista-leninista e avvertirà, se ancora ciò non gli è stato possibile, la possente costruzione storica dei Partiti Comunisti. E quindi l'insulsa banalità dei luoghi comuni dell'anticomunismo.
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