Gelasio Adamoli - La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Linguistica (1951)

Perché nel film “La giovane guardia”, nei libri “I giorni e le notti” di Simonov e nei “Consigli ai genitori” di Makarenko i capi accettano dai gregari il patriarcale VOI, disgraziatamente per noi di troppo recente infausta memoria. Sarebbe forse il decantato fraterno TU solo uno specchietto per le italiche allodole? (Nike)

             Lei cita delle ottime letture, ma sono costretto a ritenere che non ne abbia tratto un giusto profitto. Non so quanto della realtà dell'uomo e del popolo sovietico lei abbia potuto afferrare, nonostante che essa emerga grandiosa dalle pagine non di romanzo ma di storia di Fadeev e di Simonov, ma quel tanto che poteva evitarle di fare certi banali accostamenti penso che non sarebbe stato molto difficile acquisirlo.
             La questione che lei pone è essenzialmente filologica e non c'è nessun tradimento nel voi dei comunisti sovietici, come non c'è nessun trabocchetto nel tu consuetudinario dei comunisti italiani.
             Anzitutto è bene chiarire che la forma del tu è sorta spontanea nel Partito Comunista Italiano, essa non è né obbligatoria né di uso assolutamente generale.
             I naturali sentimenti di profonda fraternità che accomunano uomini e donne, che lottano insieme proprio per la costruzione di un mondo dal quale siano cancellate per sempre le cause per cui la Terra è stata persino definita “l'aiuola che ci fa tanto feroci”, trovano la loro immediata comunicazione nella forma grammaticale che nella nostra lingua esprime appunto la reciproca conoscenza, la fraternità e la familiarità.
             Lo Statuto del P.C.I. non prescrive affatto l'uso del tu fra i comunisti. Fra i doveri degli iscritti al Partito (art. 9-d) vi è quello di avere rapporti di lealtà e di fraternità con gli altri membri del Partito, ma è evidente che tale dovere non si esaurisce in un aspetto formale di linguaggio ma si esprime in un'azione sempre conseguente agli ideali del socialismo. Si può essere fraterni e buoni compagni anche se nei rapporti personali viene usato il lei, come non molto raramente avviene specie quando particolari sentimenti di rispetto e di cortesia, che spero lei non escluda possono albergare nell'animo dei comunisti, vogliono essere manifestati.
             I comunisti sovietici non hanno mai usato il tu, e quindi non possono essere passati al voi una volta conquistato il potere (ma fin dove arriva l'anticomunismo?) per il semplice motivo che nella lingua russa anche nei rapporti famigliari la forma corrente è il voi. Solo l'ignoranza e la tracotanza dei fascisti ha potuto creare delle questioni persino sull'uso dei pronomi. Con quale profondità e con quale scrupolo i marxisti trattano le questioni linguistiche, lei può averne un magistrale saggio sugli scritti di Stalin “Sul Marxismo nella linguistica” (Unità ediz. Ligure 23 Giugno e 6 Luglio 1950).


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