Perché i film sovietici (rispetto agli altri) sono così poco graditi in Italia? Se parlate con gli appassionati del cinema in genere, vi dicono senz'altro che i film sovietici sono barbosi, certe sequenze durano secoli e gli attori si muovono in modo ancora primitivo. Io personalmente – e sono un compagno – ho visto tutti i film sovietici finora programmati in Italia e posso dire che non sempre questa gente ha torto. E' vero che tanti film sono pieni di semplicità e di poesia, è vero che si muovono su di un realismo puro, ma purtroppo l'occhio del pubblico è abituato al divismo di importazione USA e non si può distoglierlo da Rita Haywort da Linda Darnel, da Jane Russel, per posarlo ad esempio sulle interpreti del film “La canzone della terra siberiana”. Altri si domandano: “Ma che i russi sono così ingenui? Si ha l'impressione che abbia più esperienza un ragazzo napoletano di dieci anni che un russo di trenta”. D'altro canto io non mi so spiegare come mai i critici, in genere, anche se borghesi, riconoscano con ammirazione e simpatia, l'autorevolezza di registi come Eisenstein, Pudovkin, ecc., se buona parte del pubblico non sa o non vuole apprezzare l'opera di questi registi (G.B. Molinari – Genova Sestri)
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Ho riprodotto integralmente la tua lettera poiché in essa, almeno in parte, vi è già la risposta. Tu dici che i film sovietici sono pieni di semplicità e di poesia, che si muovono su un terreno di realismo puro e dici cosa esattissima ed aggiungi, in modo altrettanto esatto, che purtroppo il nostro pubblico è abituato al divismo di importazione U.S.A. Si deve allora concludere che sarebbe opportuno che il cinema sovietico utilizzasse in qualche modo le formule di Hollywood? |