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Ti sei chiesto perché proprio in questo momento un gruppo di deputati DC ha presentato una proposta del genere?
Il fatto che fra i presentatori della proposta ci fosse l'on. DC Lombardini, denunciato per reato di evasione fiscale, è di per se stesso indicativo. Lo scandalo delle evasioni fiscali ha dilagato per tutto il Paese: i grandi ricchi, i padroni della nostra economia, con le loro “denunce Vanoni” hanno in realtà denunciato apertamente la corruzione profonda di tutta una classe che pretende ancora arrogarsi la qualifica e le funzioni di classe dirigente.
Al solito, invece di agire verso i ben individuati responsabili, si è andati a caccia di “diversivi”. E raccogliendo una orchestrata campagna della stampa del grande capitale, quei deputati democristiani, che si erano guardati bene dall'insorgere per i casi Costa, Agnelli, Torlania, ecc., hanno fatto finta di indossare il saio del moralista e hanno chiesto la tassazione delle indennità parlamentari.
Sia ben chiaro anzitutto che i parlamentari sono sottoposti, come tutti gli altri cittadini all'obbligo di pagare le imposte per i loro redditi personali o professionali. L'esenzione riguarda solo l'indennità parlamentare, che sono fissate a titolo di rimborso spese, così come del resto sono esenti gli assegni riscossi dai dipendenti dello Stato.
La questione da porre è questa: sono tali indennità giustamente commisurate o sono eccessive? Se sono giustamente commisurate, una loro decurtazione a titolo di imposta costringerebbe lo Stato ad applicare un aumento pari all'imposta stessa, ossia lo Stato incasserebbe da una parte e pagherebbe dall'altra, con quale utilità pratica è facile immaginare.
Se l'indennità in atto è eccessiva, si discuta su ciò e si concluda nel modo più opportuno. Ma non pare che tale indennità sia eccessiva, poiché proprio in occasione della proposta Lombardini e C. un altro deputato; mi pare Russo-Perez, ha dimostrato che essa è insufficiente alla copertura delle spese che i parlamentari devono sostenere per assolvere le loro funzioni.
La proposta D.C. è dunque scopertamente ipocrita e demagogica e bene ha fatto il compagno Laconi a precisarne la natura e a denunciarne i motivi “diversivi” che l'hanno suggerita.
Del resto sai che i “benpensanti” vanno sempre proclamando che l'esercizio delle pubbliche funzioni non deve dar luogo a nessuna indennità. Si vorrebbe sempre che solo per “censo” si possa avere la possibilità di rappresentare il popolo...
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