Gelasio Adamoli - La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Il disegno di Picasso (1951)

Abbiamo discusso fra compagni il disegno di Picasso pubblicato domenica scorsa su “l'Unità”. Molti di noi ritengono che, per un giornale letto particolarmente dalle grandi masse popolari, Picasso avrebbe dovuto eseguire un disegno di più immediata comprensione. Per quello che ne so io, Picasso rifugge dalle forme tradizionali dell'arte pittorica e non poteva che fare un disegno del tipo che ha fatto. Resta il fatto che l'interpretazione del disegno non ci è sembrata molto facile; io stesso non mi sono fatta una convinzione definitiva. Puoi dirmi qualcosa in proposito? (Agostino Modenesi – Via Certosa, 4 Genova)

             Non sta a me parlarti dell'arte di Picasso. Però, poiché quanto tu scrivi raccoglie in qualche modo una convinzione molto diffusa fra coloro che non conoscono tutte le esperienze che ha compiuto il grande artista prima di raggiungere le attuali forme di realizzazione delle sue straordinarie capacità creative, è bene precisare che Picasso è un artista nel senso assoluto e che, anche negli aspetti che tu chiami tradizionali, ha prodotto dei capolavori. Ho creduto opportuno suggerire al nostro redattore della terza pagina di pubblicare, in questo numero, le fotografie di due famosi quadri in cui forse qualcuno può ritenere di non ritrovare Picasso.
             La riserva che hai posto non riguarda il grande artista spagnolo, riguarda forse qualche cosiddetto “picassiano”...
             Per quanto si riferisce al disegno che giustamente ti ha tanto interessato, è chiaro che esso ha un significato di ordine generale ma che, come tutte le opere d'arte, può suscitare emozioni diverse a ciascuno di noi.
             Io posso esprimerti, per quella che può valere, la mia emozione che, ti assicuro, è stata intensa nel momento in cui ho tratto dalla custodia di cartone l'originale del disegno che Picasso, grande partigiano della pace, ha voluto trasmettere al nostro giornale quale suo contributo alla giornata di straordinaria diffusione effettuata domenica scorsa dagli Amici dell'Unità nel segno della Pace. Il corpo della colomba che assume un volto umano dall'espressione ferma, dallo sguardo deciso fisso in avanti, verso quell'avvenire luminoso che la forza cosciente dei partigiani della pace vuol assicurare all'umanità, quello stesso volto composto da due profili che si incontrano in un castissimo bacio e che nella sua formale unità riesce a raccogliere l'espressione della fraternità dei popoli e delle razze, tutti questi elementi di pace, di forza, di sicurezza, di fraternità, di umanità, mi sono apparsi fortemente fusi nella concezione e nella realizzazione.
             Il disegno pubblicato domenica scorsa su “l'Unità” che può anche essere ritenuto uno studio per qualche grande composizione e sul quale si potrebbe discorrere ancora, non mi è apparso solo come un tipico saggio dell'arte di Picasso, fortemente impregnata di simbolismo e nello stesso tempo della più realistica sensibilità, ma anche un saggio di quanto possa, anche nel campo della creazione artistica, un sentimento profondamente umano qual'è quello della pace.


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