Gelasio Adamoli - La direzione de "L'Unità" (1951-1957) - Lettere al Direttore


Le biblioteche e i testi marxisti (1951)

Alla Biblioteca Universitaria di Genova si trovano solo pochissime opere sul movimento e sull'ideologia comunista e socialista. Non è possibile intervenire in qualche modo? (L.B.)

             Ho voluto accertare la situazione della bibliografia marxista presso la Biblioteca Universitaria e purtroppo ho constatato la esattezza del suo rilievo.
             Di Carlo Marx si possono trovare soltanto le seguenti opere: Il Capitale; Il Manifesto dei comunisti; I manoscritti economico-filosofici; Opere filosofiche e politiche; Filosofia politica; Corrispondenza tra Marx ed Engels.
             Per quanto riguarda Engels la bibliografia è poi ancora più limitata: quasi inesistente. Di Lenin si possono trovare “Materialismo ed empirocriticismo” e due volumi di “Opere scelte”. Di Stalin alcune opere, ma sempre in numero inadeguato. Ma quello che è più grave è che mancano quasi del tutto le opere di carattere nazionale, riguardanti il movimento operaio in Italia e il Partito comunista italiano. Di Gramsci si trovano soltanto “Il Riccio” e “Lettere dal carcere”.
             In compenso la Biblioteca è aggiornatissima sulle opere anticomuniste. Il lettore alla voce “Comunismo” (!) trova indicati libri come “Capitalismo e Comunismo” di Carlo Matteotti o”Il dio che è fallito” e “Cattolicesimo e comunismo” di Padre Arighini e altre numerose pubblicazioni del più volgare anticomunismo.
             Passando al campo delle riviste, risulta che una delle riviste più richieste dai lettori è Rinascita, ma di essa manca la raccolta. Gravissima e colpevole lacuna è quella che si riferisce alle opere sul movimento della Resistenza.
             Sempre a compenso, troviamo invece tutte le riviste dei diversi movimenti cattolici e spiritualisti e socialdemocratici, per non citare le riviste americane che hanno invaso letteralmente la biblioteca.
             Non potrebbe l'egregia Commissione di acquisto, formata da chiarissimi professori dell'Università, ricordarsi che nel mondo vi è qualcosa di nuovo, che vi sono degli uomini, e non sono certamente pochi, che vogliono sapere qualcosa sul “Comunismo” e non sull'anticomunismo? Per questo basta il giornale-radio e un'occhiata a qualche foglio “indipendente”.


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