Deborah Tolomeo
La 'Stampa Rossa' a Genova (1945-1953). Le Carte Adamoli


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     L'evento determinante in questa fase storica, nel quadro della politica estera dell'Unione Sovietica, è la fondazione del Cominform nel settembre 1947, che esprime l'esigenza di ripristinare il coordinamento tra il Partito comunista russo e partiti comunisti occidentali, a cui viene chiesta un'azione di opposizione incisiva verso i governi nazionali e il pieno allineamento all'URSS nella politica internazionale. (62) Le critiche di Zdanov alla linea "parlamentare" del PCI sono durissime.
     La nascita del Cominform è fondamentale per comprendere gli equilibri interni al partito a cavallo tra il 1947 e il 1948: pare infatti che Mosca avalli possibilità insurrezioniste e ciò riapre la frattura tra moderati e intransigenti all'interno del PCI, (63) ma de facto, al momento delle decisioni, la direzione sovietica sostiene i moderati e Togliatti (64) e decide di non esprimersi formalmente sulla situazione italiana. Resta incisiva l’azione di propaganda e la spinta verso il PCI a sostenere e attivare nuove mobilitazioni sociali: (65) strategia volta non a scatenare una grande guerra, ma a indebolire il blocco occidentale dall'interno, per consolidare la propria posizione.
     La strategia del "partito nuovo" di Togliatti risulta quindi, in qualche modo, avallata dal PCUS: dopo un autunno in cui sostiene l'organizzazione aggressiva del malcontento popolare, il Partito trasforma la mobilitazione in campagna elettorale (66) e concentra i suoi sforzi sulla conquista della maggioranza alle elezioni del 1948 lancia quali parole d'ordine: rispetto della legalità costituzionale e azione contro l'imperialismo guerrafondaio, per la pace internazionale.

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(62) I partiti comunisti italiano e francese nel 1947 passano all'opposizione nei rispettivi paesi, in Italia con l'esclusione delle sinistre dal governo da parte di De Gasperi. La critica della politica del PCI e del PCF costituì uno degli elementi qualificanti della fondazione del Cominform nel settembre 1947: la seconda parte della conferenza costitutiva ruota infatti attorno al rapporto di Zdanov sull'argomento. Spiega Silvio Pons: L'attacco mosso da Zdanov ai partiti occidentali nel celebre rapporto tenuto il 25 settembre 1947 alla conferenza costitutiva del Cominform non ebbe un carattere improvvisato (...) era incentrato sulla reazione, giudicata debole e inadeguata, dei comunisti francesi e italiani alla loro estromissione dal governo e al Piano Marshall [giudicato come, ndr] un passo decisivo verso l'instaurazione di un "blocco" occidentale (Gori F. -Pons S. (a cura di), Dagli archivi di Mosca, cit., p. 135). L'URSS innanzitutto vieta ai Paesi dell'Europa Orientale di prendere parte al Piano Marshall (bloccando la possibilità di ingerenze americane in oriente) e costituisce il Cominform per consolidare la propria sfera di influenza e indebolire il blocco occidentale dall'interno attraverso i partiti comunisti italiano e francese, su cui vuole recuperare il pieno controllo. Ad essi chiede un 'serio riorientamento', non solo 'piccole correzioni', in politica interna: soprattutto, si riteneva il PCI colpevole di errori tattici partecipazione ai governi di coalizione: sebbene fosse riuscito ad espandere attraverso tali alleanze la propria influenza sulle masse, si era concentrato prevalentemente sulle lotte parlamentari e non abbastanza su quelle extra-parlamentari. Tra le righe, Zdanov accusa il PCI di aver adottato una teoria non marxista, cercando di realizzare una nuova democrazia tramite una pacifica via parlamentare: cioè una specifica via nazionale al socialismo. I delegati italiani alla conferenza sono Longo e Reale: qui Longo difenderà il PCI dall'accusa di Zdanov essere "più parlamentaristi dei parlamentari", ma il 17 ottobre, riferendo le critiche alla direzione del CC, affermerà la necessità di "aderire incondizionatamente all'esigenza di un pieno allineamento all'URSS nella politica internazionale", contro coloro che all'interno del partito rivendicano una posizione autonoma esterna rispetto ai due blocchi, come Terracini. (Ibidem, pp.135-149).

(63) Proprio nel dicembre del 1947, durante il suo viaggio a Mosca Pietro Secchia -paladino della scelta insurrezionista -mostra formalmente di discostarsi dalla linea "morbida" di Togliatti: “rivelò un'ampia disponibilità a modificare la linea del PCI (...) richiese infatti un profondo mutamento della linea politica tramite la mobilitazione di massa e la ricerca di nuove alleanze sociali, e una più efficace opera di propaganda in favore dell'Urss”. (Ibidem, pp. 156. Cfr. anche pp. 166-167).

(64) Nella primavera del 1948 Togliatti richiede formalmente all'ambasciatore sovietico Michail Kostylev se sia da tentarsi l'insurrezione per impadronirsi del potere, dopo un'eventuale sconfitta alle elezioni del 18 aprile 1948, avendo il PCI preparato le masse (soprattutto al nord) a quest'evenienza. Il 26 marzo 1948 V. Molotov trasmette a Kostylev il seguente messaggio per Togliatti: “Per ciò che riguarda la presa del potere attraverso l'insurrezione armata, noi crediamo che il Partito comunista italiano, al momento attuale, non debba tentarLa per nessuna ragione”. (Ibidem, p. 83).

(65) Mosca decide di non esporsi sulla questione italiana, per lo meno pubblicamente, rifiutando addirittura la proposta di Secchia e Togliatti di svolgere un incontro ufficiale alla vigilia delle elezioni politiche del 1948, in cui l'URSS avrebbe dovuto promettere aiuti economici all'Italia in caso di vittoria del Fronte. Stalin voleva evitare di mostrare pubblicamente di ingerire negli affari interni italiani, per evitare reazioni americane. Inoltre, la leadership sovietica si convince di aver ripreso il controllo sul PCI, grazie alle dichiarazioni d'intenti della dirigenza italiana e grazie all'evidente e accresciuta conflittualità sociale dell'autunno del 1947 (sostenuta dal PCI), che pareva rispondere alla critica di incapacità di mobilitazione delle masse. (Cfr. Dagli archivi di Mosca, cit., p. 161-163).

(66) Le elezioni, come abbiamo visto, erano previste per la primavera del 1948. Il 28 dicembre costituisce infatti il Fronte democratico popolare insieme al Partito Socialista Italiano e Cfr. documento: La politica dei comunisti dal quinto al sesto congresso: risoluzioni e documenti a cura dell'ufficio di segreteria del PCI, Roma, La stampa moderna, 1948, p. 386, cit. in Galli G., Storia del PCI, cit., p. 180).