Istoria della vita e delle di Quatremere De Quincy

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      il buon Sanzio era tanto ingenuo e docile, che prendeva il bello dovunque il trovava, nè arrossiva di confessarlo, amava di comunicare e di raccogliere lumi ; umanissimo, scevro dei bassi sentimenti di gelosia, ringraziava Dio di averlo fatto nascere a tempi di Michelangelo , come riferisce fra gli altri specialmente l'Anonimo contemporaneo, pubblicato dal Comolli, qualità che non si riconoscono negli altri luminari di quel secolo, cosi felice per la pittura. Il Vasari non per tanto con aperta contraddizione, non ha potuto rifiutare, tanta è la forza della verità, il titolo di divinissima a quest' opera dipinta da Raffaello, quando non ancora aveva veduta la Sistina, e che fisṣ la sua riputazione in modo, che io sono di sentimento, e non credo d'ingannarmi, essere stata questa tavola decantata la vera motrice, per cui fu scelto a dipingere le stanze del Vaticano ; e che dobbiamo a lei quei prodigj , che colà si vedono , circostanze per le quali il quadro della Deposizione nella galleria Borghese forma un'epoca interessantissima, poiché si pụ considerare come 1' anello impercettibile del repentino passaggio di perfezione dall' antico al nuovo ed ultimo stile dell'impareggiabile Raffaello, che avrebbe ancor progredito se non fosse mancato nel fior degli anni.
      E qui non posso trattenermi dal riportare quel mirabile distico del gran Bembo :
      Ille hic est Raphael, timuit quo sospite vinciRerum magna parens , et moriente mori. Questi è quel Raffael cui vivo vinta Esser temeo natura, e morto estinta.
      » Passo con tutta la stima ed amicizia a rassegnarmi, ecc. Roma \
      * Questa lettera ci renne favorita dal rinomatissimo pittore il sig. Filippo ' Agricola con altra saa dei iS aprile 18*6 da Roma.
      ^.ooQie


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Istoria della vita e delle opere di Raffaello Sanzio da Urbino
di Quatremere De Quincy
Sonzogno Milano
1829 pagine 847

   

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