Istoria della vita e delle di Quatremere De Quincy

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      gran favore , esser ricevuto costà entro con voi ? Messer Agnolo e madonna Maddalena avrebbero bene ad essere coitesi, quando voi andate a metterli in Paradiso.
      E seguito il mio viaggio ( non darmi del pazzo per carità ) cogli occhi umidi di pianto e un battimento al cuore , simile a quello che si prova a sedici o diciott' anni, allorché dopo lungo sospirare si è veduta e non veduta colei, senza la quale ogni cosa ci è spiacevole a vedere. E sento che donerei in quel punto, per avere dinanzi a me i due ritratti (chè dell'aver dinanzi chi li fece il mio sogno più non basta a lusingarmi) ciò che si donerebbe a sedici o diciott' anni per veder chiaro il volto e godere il sorriso che ci dà vita.
      La scorsa estate, mentr' erano in Guardaroba del Granduca, il qual trattava di farne acquisto , io tormentava il Nenci, sialo a visitarli ex officio con altri dell' areopago pittorico, perchè volesse , col descrivermeli, consolarmi del mio non poterli vedere. Ma egli mi diceva : state cheto : li vedrete fra poco e a vostro beli' agio nella galleria di Pitti fra gli altri della stessa mano che già conoscete : le parole , voi dovreste saperlo, mal suppliscono agli occhi. - Intanto da' miei occhi non ho ancora potuto avere nessuna soddisfazione, e m'arrabbio che sieno state cosi scarse le sue parole.
      Una sera eh' io non gli lasciava sentir la commedia, dandogli il solito martello delle mie domande, ei m'assicurò, sovvienimi, die i ritratti erano ambidue nel medesimo stato in cui li vide il Bottari: quello d'Agnolo assai bene mantenuto, e quello della sua donna reticolato, per cosi dire , dagli screpoli , ma leggerissimamente , e nel resto in nulla deteriorato. Alcuni, come ho saputo poi, non credevano allora a questo buono stato , perchè li vedeano brutti dalla polvere presa in Avignone. Ma levata la polvere , é ricomparsa la primitiva lor bellezza fiorentina ( il


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Istoria della vita e delle opere di Raffaello Sanzio da Urbino
di Quatremere De Quincy
Sonzogno Milano
1829 pagine 847

   

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