Della vita e delle opere di Pompeo Gherardi

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      Neil' affresco corrispondente 1' Urbinate divise la Giurisprudenza nelle due parti civile ed ecclesiastica, usando della materiale divisione che della parete fa una finestra. Dipinse da un lato 1' astuto Triboniano che presenta all' imperatore Giustiniano il Codice da lui compilato : e nell' altro pennelleggiò Papa Gregorio IV, sotto le sembianze di Giulio 11, che consegna le sue decretali ad un avvocato del Concistoro. Poi per non lasciare nuda la parte al di sopra della finestra vi dipinse tre grandiose figure siedute, sim-boleggianti le tre virtù che debbono essere il fondamento delle legislazioni, cioè : la Prudenza, la Temperanza e la Fortezza. Semplicissima e piena di maestà è la composizione di questa quarta parete, e vi è (osserva Quatrcmere) il disegno più largamente trattato e la maniera di colorire più vigorosa.
      Al di sotto del monte che raffigura il Parnaso si legge la data 1511, epoca nella quale furono terminati gli affreschi, cosicché è a dedursi che in meno di tre anni il Sanzio compisse le quattro grandi composizioni di cui parlammo.
      In questa sala meravigliosa, mi piace osservare con Ferdinando Ranalli come Raffaello spirituale a principio (la Disputa); sublime di poi (la Scuola d'Atene); vivace in processo (il Parnaso); maestoso da ultimo (la Giurisprudenza) mostrava che 1' arte, mercè sua, non aveva da elevarsi più in quella parte di essa che dicesi interna, cioè rivolta più a pascere lo spirilo che a dilettare i sensi ; più intenta ad istruirci che a deliziarci. Difatti sono qui raccolti e rappresentati tutti i beni della vita umana : la Religione che insegna ad amare ; la Filosofia a pensare ; la Poesia a commuovere e la Giurisprudenza a ben vivere.
      Pietro Selvatico nella sua Storia estetico-critica delle arti del disegno dice che come della seconda maniera Raffaellesca, che di tutte è la più vera, la più viva, la più ricca di non superale bellezze, è principio la Deposizione della Croce, è vertice la Disputa del Sacramento, il più bel dipinto che ci sia rimasto del Cinquecento, perchè vi si ammirano in grado eminente i pregi tutti che formano il gran-


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Della vita e delle opere di Raffaello Sanzio da Urbino
di Pompeo Gherardi
Tipi Savino Rocchetti
1874 pagine 160

   

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