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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
insegnante, filosofo, Avellino (18-11-1899). Calabria e negli ultimi quattordici anni in Avellino. Egli sentì nella sua vita tutta la dignità del suo ufficio di precettore e di educatore, e, schivo di adulazione, amò i giovani d'ingegno e di cuore, affermò a giusta ragione il suo diritto ad una sincera gratitudine sulla gioventù studiosa che educava, seguendo egli stesso altissimi ideali. Non piegò mai il ginocchio a falsii idoli, che della libertà, sia del pensiero, sia dell'azione, mentiscono le sembianze; non si lasciò mai sedurre da facili delirii e da furibonde ire di parte, che mettono tutti fuori del campo della verità e della giustizia; egli, tanto nel sapere, quanto nel vivere, amò la libertà con l'ordine, libertà non sconfinata, non turbolenta, ma intemerata e fedele compagna dei ragionevoli progressi. [appr.]
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