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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
Napoli (16-9-1899). Oggi dopo soli sette anni da quel periodo di accusa, dopo che questa critica è riuscita quasi perfettamente a preparare il terreno alla nuovissima comprensione dell'arte, dopo che il bisogno di un sustrato ideologico è giunto a costituire una nuova necessità nella concezione artistica più rispondente alla vibrante, e cosmopolita anima contemporanea, oggi l'opera di Palizzi prende il suo posto glorioso nella storia artistica italiana. In altro scritto (La sala Palizza - Teramo 1893) esponemmo anni ora sono con una certa diffusione la vita del pittore, avendo di mira lo studio del suo ambiente che egli modificò radicalmente attirando a sé tutta l'arte napoletana, che fu la prima tra le varie sorelle italiane a comprendere i tempi nuovi e le nuove idealità. Ed a Palizzi principalmente si deve questo risultato portentoso, all'arte sua che non è mai diminuita, e che le nuove ricerche, i nuovissimi sforzi servono a farci comprendere ancora meglio, che per riformare la nostra arte bisognava cominciare dalla tecnica, quella tecnica che non si accontenta più nemmeno di far respirare le figure all'aria libera, e di aver fissato il sole sulle nostre tele, e che oggi ricorre alla fisica,
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