[Elenco dei Nomi]

(segue) Costantini Settimio
patriota, deputato, sottosegretario, Roma (20-7-1899).

neutralizzandone il fiele. Vi fu pure chi lo credette impari al mandato, ed egli per primo si reputò da meno: a lui era lecito credere così, poiché con la modestia offriva l'esempio. Agli altri no. Il culto della virtù è nostro retaggio e non v'ha sano intelletto che nol professi intenso. Ed egli fu virtuoso. Apparve talvolta intollerante, specie ai giovani, quando ei voleva persuadere, quasi imponendo una grande idea. Ma era un ottimo, e il cuore tornava generoso, come lo sguardo dopo il consueto cipiglio. Qualcuno l'accusò d'inerzia. Nobile accusa è questa. Ei spese la sua energia senza clamore, senza ostentazioni, senza moneta, non come costumano gli odierni trafficatori della pubblica opinione e del pubblico danaro. Per ciò sembrò inerte ai simoniaci, ai quali rimarrà terrore e ammonimento. In queste ore oscene, laceratrici d'ogni carattere, d'ogni coscienza, egli grandeggiò nella sua modestia, egli risplenda nella sua povertà. - Fatemi largo, - ei pronuncia sommessamente. E sembra un grido, quasi un allarme: e tutti si scostano obbedienti. Qualche retore inquieto osò chiedere come a protesta: - Ma chi è questi che osa parlare così? E con tal detto volle lanciare il veleno fra

(segue...)


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