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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
patriota, deputato, sottosegretario, Roma (20-7-1899). Non sempre è facile ed è possibile a tutti analizzare ed apprendere la sintesi; talvolta il compito è sottile, e non sa andare al di là di una investigazione superficiale. Non è raro, che per umana fiacchezza che degenera lo spirito e non vuole inclinarsi ai migliori, si omette, anzi si evita di concludere, quando si prevede una conclusione contraria, a volontà. E' una illusione ingannevole, dalla quale non sanno liberarsi le coscienze fragili che la preferiscono alla verità. Ebbene? L'ambiente moderno vuol essere sorpreso con altre forme che non la semplicità di Settimio Costantini, con altre ostentazioni che non la sua modestia, con altro abbaglio che non la sua povertà. Perciò chi non guarda e vede addentro, potrebbe trovare un mezz'uomo, dove invece è un grande. L'esser rimasto intatto, nonostante gli allettamenti e le imposizioni della malaria sociale, è l'indizio della virtù. Quest'uomo non gridò patria! patria! come molti usano nei caffé, nelle piazze, nei teatri e troppo più nei parlamenti; ma la patria servì davvero e coll'anima, il nome suo legando al grande annale d'Abruzzo. Quest'uomo non mendicò onori; avutili li tenne quasi in segreto; e parve si nascondesse nei
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