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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
patriota, deputato, sottosegretario, Roma (20-7-1899). Con l'animo straziato dal più profondo dolore, annunciamo la morte di S.E. il comm. Settimio Costantini sottosegretario di Stato nella P.I., avvenuta iersera alle 18,30. Pochi giorni di fiero malore hanno spenta quella vita che noi tutti avremmo voluto che mai si spegnesse, perché tanto ci era cara, tanto l'amavamo, tant'altri servigi avrebbe potuto rendere al paese! E' morto a Roma, è morto sulla breccia del lavoro, sacrificando tutto sé stesso all'ideale del dovere, di cui fu sempre fido ed onesto soldato. Settimio Costantini era da circa 40 anni che serviva il proprio paese. Figlio di un patriota che aveva patito lungamente le persecuzioni della tirannide, aveva fino da giovinetto imparato ad amare la Patria - e ne fu carcerato. In una notte del 1859, in compagnia di concittadini suoi e di suo fratello Berardo, fu tratto in prigione, sospettato di voler attentare alla sicurezza dello Stato. Quando la Dinastia borbonica fu abbattuta, prese le armi per la repressione del brigantaggio - e ne ebbe una medaglia al valore. Andato a Napoli a studiare Giurisprudenza, ne fu richiamato quando il Governo nazionale
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