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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
(20-5-1899). cara, sarà per loro come una visione soave, evanescente che brillò un giorno e poi sparve nelle tenebre del tempo, della tomba. Riposa nel signore, o sventurata Carmela, che pur morendo giovane, di te si può dire, che molto vivesti, perché di sposa, di madre, ne fosti la più gentile espressione. Assista il tuo Spirito il desolato padre, quando i piccoli inconsci ancora di tanta sventura, ti cercheranno invano nella casa solitaria e fra i singhiozzi ripeteranno la straziante frase: "Mamma, mamma"!. All'innocente invocazione sii tu, o povera Anima, di conforto al compagno affettuoso della tua prima giovinezza... assistilo perché non lo vinca lo sconforto di credere inutile la fede, la scienza, se la forza bruta del male vinse ogni più efficace rimedio dell'arte salutare, distruggendo i suoi sogni, le sue più sante speranze. Sii ancora per la casa muta, deserta, lugubre, l'angelo invincibile che conforta, dà coraggio e sublima il dolore nel misticismo della Fede, della Religione! (Carmen)
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