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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
Roma (19-4-1899). Pur troppo si è avverata la sventura che si temeva, e sabato, nelle ore del mattino, giungeva da Roma la notizia funesta che la signora Amalia Crugnola in Pirocchi era rimasta vittima della crudele e terribile malattia contro la quale nulla aveva potuto la scienza dei medici più rinomati della capitale. L'impressione di dolore, che, insieme con la notizia della morte si sparse per la nostra città fu enorme; lo strazio delle due famiglie colpite dalla catastrofe si ripercoteva in tutti gli animi; si stentava a credere a un fatto che aveva la parvenza di un sogno orribile e racchiudeva quanto di più tragico e di più pietoso possa creare la cieca fierezza del destino. La povera signora non aveva che soli ventidue anni, essa era indicata da quanti la conoscevano, come il vero modello, come il perfetto ideale di donna, di figlia, di sposa; non si sapeva se in lei apprezzare di più i pregi della mente o quelli dell'anima. Nata in una famiglia ove la coltura dell'intelletto e la educazione dello spirito non trovano esempio comparabile, ella era cresciuta formando l'ingegno nella traccia dei proficui studi segnatale dalla saviezza dei genitori, e, scevra
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