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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
marchese, Penne (1-2-1899). del libero commercio vietando l'uscita di poche salme di grano, ma essa, aizzata e contrariata, divenne frenetica, furibonda. Dalle minacce passò alle vie di fatto. Venne assalito il palazzo della Prefettura. Fu incendiato l'archivio di polizia e a viva forza cacciato fuori di casa il Governatore. Calmo e sereno il marchese Don Agostino Castiglione si mise in mezzo fra quei forsennati e con la sua persona fece scudo al malcapitato Governatore e lo sottrasse illeso dal grave pericolo. Né si arrestò qui l'opera sua magnanima. Si gridava sangue e saccheggio, ed il bravo e coraggioso marchese tanto si adoperò, tanto seppe dire e fare da impedire l'una cosa e l'altra, correndo per tutta la notte insieme al Cav. Giovanni Aliprandi le vie della città, da un palazzo minacciato all'altro. Il giorno successivo i proprietari edotti dal pericolo corso si riunirono nel palazzo vescovile per provvedere alla comune difesa. Contro il tributo brigantesco, arditamente imposto ai maggiori possidenti dai caporioni della plebe rivoltosa, protestò sdegnosamente il vecchio patriota Domenico de Caesaris. Egli stigmatizzò la vigliaccheria dei pusilli, ed animò i proprietarii alla resistenza. Infatti
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