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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
Ascoli Piceno (19-11-1898). suo, fu nel lungo periodo della sua malattia, che doveva trarlo pur troppo così precocemente alla tomba. Ecco! noi lo vediamo ancora con la fantasia, accesa dall'affetto, abbandonato sopra il suo letto di dolore, in quella camera tetra, onde erano escluse l'aria e la luce, in quella camera, dove egli aveva forse accarezzati i suoi sogni di giovinetto, dove aveva vegliato tante notti sopra i libri, rubando le ore al sonno, al riposo, e dove negli ultimi giorni ahimé! della sua vita travagliata, avrà contato, seppure l'inferma mente glielo permetteva, i giorni e le ore che lo dividevano ancora dal sepolcro! Ma, se egli, non resistendo alla ferocia del male, doveva augurarsi il termine delle sue sofferenze e vagheggiare, diremo quasi, l'ultimo istante, come liberatore dalle insopportabili angosce, con immenso dolore dovevano vedere spegnersi per sempre quell'anima, da cui esalava il profumo della gioventù, i parenti e gli amici che egli contava in gran numero. E come egli visse amato e stimato da molti, si è visto ultimamente nel funebre corteo. Ma non solo l'infelice giovane, di cui piangiamo la perdita, desta in noi un sentimento vivissimo di rammarico. Pensiamo pure al disgraziato
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