![]() |
L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
Valle S. Giovanni (2-11-1898). Il buon Venturino non era che un freddo cadavere! A Teramo, dove i Trifoni hanno larghe aderenze di amicizie, la triste nuova non poteva che produrre la più profonda e dolorosa impressione. A Giulianova dove venne telegrafato, fu un piano generale. Alcuni amici, B. Cichetti, Federici ed altri, appresa la fulminea notizia, partono subito con una vettura per Teramo e Valle S. Giovanni, ma sulla strada provinciale, presso Scimitarra, s'imbattono con la povera moglie, la quale avendo trapelata confusamente la notizia, di era avviata a piedi verso il luogo disgraziato. Salita in vettura, ed arrivata a Valle S. Giovanni, si poté con pietosi sotterfugi evitare di farle vedere il cadavere del marito, che proprio in quel momento veniva trasportato alla chiesa. Tornata in Teramo, in casa dei suoi, sembra tuttora ebetita dal dolore. Povera signora! Non ha altro conforto che quello nei due bambini, due angioletti pegno sacro dell'amore immenso che nutriva per lei, fino dall'adolescenza, il suo Venturino. [appr.]
|