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Trifoni Ventura
Valle S. Giovanni (2-11-1898).

FATALE DISGRAZIA - Ieri l'altro, nel pomeriggio, il prete de Michele giungeva trafelato da Valle S. Giovanni a portare agli amici la triste nuova della morte del giovine Ventura Trifoni di Domenico, di Giulianova. Il povero Trifoni, lasciata la sua signora in Teramo in casa della madre sig. Tattoni de Carolis era andato da tre o quattro giorni in montagna per una partita di caccia in compagnia del suo cognato Ubaldo de Carolis e di un familiare. La caccia era stata discreta: lunedì mattina aveva inviato a Teramo sette lepri e tre starne da dividersi tra i parenti e gli amici. Verso mezzogiorno, sceso in tenimento di Valle S. Giovanni, e fermatosi fuori una masseria, qui gli accadde un caso disgraziato che lo uccise. Aveva a tracollo il fucile a due botte, che per essersi rotta la cinghia, batté sul terreno, e scattato il colpo lo prese in piena testa, asportandogli gran parte del cervello. La morte fu istantanea. A tale spettacolo coloro che gli sono attorno, rimangono impietriti; il povero cognato, credendo che il ferito respirasse ancora corre a chiamare un medico; altri sorreggono l'infelice, ma indarno cercano di ridargli la vita.

(segue...)


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