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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
politico, Atri (3-8-1898). da ammirare, in quanto in un'età sconsiderata e piena di fantasie egli non solo riuscì a vincersi, ma vi riuscì in tempi soprammodo difficili, a non dire calamitosi per grande audacia di pensieri ed azioni, per incontri di animi ed avvenimenti non comuni. Questa prima vittoria riportata sopra sé stesso nella prima giovinezza ci spiega il carattere di lui. Essa lo spronò ed incoraggiò anche in seguito a mantenere la primitiva fermezza d'animo e a serbarla per altri scontri ed altre avventure. Fermezza, per altro, non disgiunta da signorile educazione, attinta nella famiglia, e da umiltà, per la quale pareva avesse come suo titolo di gloria, lo appartenere non ad un ordine privilegiato, ma ad un popolo di cittadini suoi pari. Questi fu il giovane Sorricchio: così si veniva educando; così proludeva agli onori. In questa guisa poi tra gli studi e i tempi, tra le prove e i dolori, assorto in più alto concetto della utilità e serietà della vita, del dovere e della missione dell'uomo sulla terra, fu mai sempre tutto a tutti; fu l'araldo della pace cittadina: la guardia più sicura e fedele dei comuni diritti. Abbracciò, e generosamente, la difesa delle cause più oneste, senz'altra mira che
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