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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
politico, Atri (3-8-1898). 1882, e dal 1886 al 1892, in molte altre cariche da lui coperte, portò grande rettitudine, e non minore equanimità di animo. Ai fratelli, ai figli, amici nostri carissimi, inviamo le più sentite e sincere condoglianze. (Bigi) [appr.] (10-8-1898). Vi ha degli uomini, come il Sorricchio, che a causa delle contingenze dei tempi, non che dai casi della vita e della tempra dell'animo e dell'ingegno, non riuscirono ad incarnare efficacemente i loro ideali, con tutto che sentissero prepotente il bisogno di raggiungerli anche a costo di sacrifizii per via di morale reazione contro gli eccessi della forza materiale. Ma che perciò? Sarebbe un non penetrare oltre la scorza degli avvenimenti e delle cose, lo attribuire a costoro, invece di un'indole quieta e pacifica, che è virtù, i vizi di un animo soverchiamente timido e dappoco. E per vero, Rodolfo Sorricchio, appunto perché nato tra gli agi di prospera fortuna, non fu estraneo alle lotte fin dal primo suo affacciarsi alla vita. Egli non si lasciò punto illudere dall'incanto della sua età e della sua condizione; ma gli oppose tosto il bisogno di dar seria opera ai buoni studii e adornarsi l'animo di utili discipline; cosa che è tanto più
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