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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
vescovo, Teramo (7-4-1888). Lunedì, poco prima mezzanotte, cessava di vivere, per travaso di sangue nel cuore, monsignor Michele Milella, vescovo della città di Teramo. Il Milella nato a Bari il 29 settembre 1815 successe a monsignor Tacconi, e consacrato vescovo il 3 luglio 1859 giunse in questa residenza il 31 ottobre detto anno, regnante ancora Francesco II. Preceduto dalla fama di uomo di molta coltura, e di buon cittadino il Milella non ismentì, nei primi tempi, quella corrente di simpatia che intorno a lui si veniva facendo; accoglieva nella sua casa il fior fiore dei signori di Teramo, frequentava le società più rinomate di allora, come quelle dei signori Ciotti, Ferraioli, del comandante Voltri, dell'intendente ecc., e di altre famiglie rispettabili della città. In tutti quest'incontri, in questi primi anni del suo vescovado, il Milella, amato e stimato dalla cittadinanza, fu, come tutti dicono, un vero e perfetto gentiluomo. - Con questa aureola lo incolse la rivoluzione del 1860. Nel periodo della reazione, il Milella subì egli pure l'influenza del fanatismo clericale, e mentre a Teramo lo amavano e lo tenevano in conto di buon pastore, mons. Milella, male
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