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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
Civitella del Tronto (29-2-1888). del Tronto 5 marzo 1888 - Un cuore che s'apre all'affetto rivela ognora grandezza d'animo, sublima l'alto concetto dell'umano consorzio, ma se quel cuore è concittadino, se esso ci manifesta la più schietta e santa pietà in momenti di acerrimo cordoglio e lutto, oh allora non v'ha parola efficace che basta ad esprimere quanto gentile ed elevato sia il movente dei suoi palpiti e quale mirabile affetto ne produca sugli animi, da crudele avversità esulcerati. Tali angeliche consolazioni, largite copiosamente dai più di questa eletta cittadinanza, giunsero dolcissima ai nostri affanni, allorché aleggiato nel più bello della vita di un'aura sepolcrale vedemmo languido e mesto il fior della speranza, e quando da esso ucciso una pietra celò quel fiore a' nostri sguardi... Oh, amata Gemmina! Commossi fino alle lagrime per tante prove ed eloquenti pubbliche manifestazioni verso di noi, rendiamo a tutti i nostri più vivi ringraziamenti. Distinte grazie ai sigg. medici, i quali nulla nel campo della scienza lasciarono intentato, perché una sì giovane esistenza proseguisse il suo cammino; alla signora istitutrice Costantini, alle alunne, e tra queste in particolare colei, che inspirata dall'amore
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