![]() |
L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
barone, Montesilvano (24-8-1887). alla truce giornata del 15 maggio 1848 in Napoli, ma si valse della sua posizione per risparmiare nuove vittime, facilitando la fuga a molti liberali. Abbandonò subito dopo la milizia, indignato dalla tirannide borbonica. - N.d.D.]. Impalmatosi colla gentil Duchessa di Città S. Angelo preferì di mutare le delizie di una gran Capitale colle solitudini ed i disagi di Cappelle (Montesilvano) a solo fine di migliorare il suo domestico patrimonio. Infatti per lungo volgere di anni le sue assidue occupazioni furono l'agricoltura e l'arginamento dei fiumi, coi quali con costanza impareggiabile lottò e vinse, cambiando sterili lande in Oasi ridenti e foreste rigogliose. Fu dotato di una coltura letteraria e filosofica non comune, di un cuore nobile e generoso, e mai non permise che altri ricorresse a lui indarno; quindi egli donò saggi consigli allo sviato, appoggio al debole, soccorso al bisognoso. Aitante della persona, forte di corpo, e forte di mente, fin negli ultimi anni di decrepitezza, mostrò fenomenale operosità. Amici, e quanti lo conobbero debbono dichiarare senza alcuna esitanza, che il compianto Barone de Landerset lascia retaggio imperituro di virtù private e pubbliche. Ne son
|