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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
veterinario, politico, Teramo (13-7-1887). non è minore la perdita che facciamo noi tutti, amici suoi - che fa il Municipio, che fa la cittadinanza intera. Lo dicemmo già assessore tipo della polizia urbana. Non v'è esagerazione in ciò, ma l'espressione più viva e più vera dei fatti. I teramani, lo ricordano due volte assessore; la prima sotto il sindacato Costantini che lo affacciò alla vita pubblica; la seconda dal 1883 ad oggi; ed in tutt'e due le volte la cittadinanza non ebbe che a lodarsene. L'ufficio più difficile per il civico magistrato è quello che sovrasta alle grascie, alla nettezza pubblica, a tutto ciò che è colpito dai regolamenti urbani. Ebbene, noi crediamo che nei 27 anni di vita libera, il nostro Comune non abbia mai avuto un uomo più adatto del Mosca ad esercitarlo. Non aveva molta coltura, ma era dotato di tanto buon senso, che si rendeva un uomo, il cui giudizio pesava e nel consorzio degli amici e nelle pubbliche amministrazioni. Assennato, fermo, coraggioso, pronto al sacrificio, disinteressato, e sovratutto giustissimo come pubblico funzionario, Nicola Mosca era il babau di tutt'i contravventori alle prescrizioni municipali, ma nessuno poteva rinfacciargli di aver usato due pesi e due misure.
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