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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
insegnante, L'Aquila (11-12-1886). scopo di fare apprendere la matematica, di istruire, ma ben anche quello più alto che dallo studio delle matematiche e da ogni altro nelle scuole mezzane classiche si attende, l'educazione formale della mente, l'abito al lavoro serio, l'educazione della volontà. Dio non voglia che attecchisca e fruttifichi il vezzo di compiangere i giovani del soverchio lavoro e invocare di torre o limitare questa materia o quella, fomentando la naturale pigrizia dell'uomo, e si condanni all'ostracismo o la matematica o il greco, col pretesto dell'inclinazione! Perché io non credo che non si possa studiar bene egualmente e greco e matematica, e credo che l'una e l'altro conferiscano alla perfetta eduzione intellettuale e morale dei giovani che frequentano le scuole mezzane classiche, i quali sono principalmente destinati agli uffizii più nobili della società civile. Possano le scuole italiane avere molti professori che ad Achille de Matteis somiglino, e possa l'imagine di lui nei giovani delle due provincie, cui il Gran Sasso divide, l'una sua patria d'origine, l'altra di adozione e campo di sua attività, proseguire l'opera d'ingenerare severità di propositi nello studio, sicché s'accorgano che la
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