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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
patriota (11-12-1886). alla morte nel 1837, fu mandato a Napoli a domicilio coatto e, dopo il 1848, per undici anni dovette nascondersi alle ricerche della polizia. La famiglia Castelli fu per lui l'asilo benedetto!... Ne uscì nel 1860, e fu tra i più ardenti nella cacciata dei Borboni. Il nuovo Governo gli dié allora il posto di direttore delle nostre carceri, donde poco tempo dopo, per un disgraziato incidente, il Ministero dell'Interno lo traslocò alle carceri di Trapani. Non accettò, e piuttosto volle rimanere in Teramo, dove i suoi concittadini lo adibirono in cariche pubbliche, militando sempre nella parte liberale, e manifestando in ogni cosa sua una mitezza di sentimenti ed una bontà di cuore, che fu sempre l'impronta dei Camillotti; di questa famiglia che oggi, per mancanza di discendente maschile, va ad estinguersi. Di più solenni esequie era meritevole il buon patriota; e si sarebbero avute, se la funzione fosse stata rimandata all'indomani. Nondimeno v'intervennero gli on. Delfico e Costantini, il sindaco e l'assessore Troiani, che tennero i fiocchi della bara; le società cittadine, la stampa ed altre rappresentanze. L'on. Irelli lesse in chiesa dell'Annunziata un mesto e patriottico discorso
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