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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
(8-12-1886). silenzio, della pace!... Ma le vie buone, o Evelina, se son diverse fra loro... tendono ad un bene solo, ad uno scopo santo e sempre uguale... Pensaci, sai, così giovanetta rinchiudersi in quei vasti fabbricati, in mezzo a quelle figure vaganti pei corridoi bui, lunghi, freddi, espianti colpe non commesse mai, falli lievi e forse primi vagiti di giovinezza... soffocando ogni aspirazione del cuore, fosse anche la più santa, qual'è quella della famiglia, fosse anche la più celeste qual'è quella dell'amicizia?! Ella partì, animata dalla face ardente, forte della fede... ma le continue emozioni piegarono quel fiore... e dopo lungo tempo di spasimante agonia s'è spenta, pia, umile, rassegnata. Qualche volta il tuo ciglio, o Evelina, era pregno di lagrime, è vero, ma era il soffio della giovinezza, della vita che si ribellava alla morte... tu invece pregavi che t'avessero fatta morir presto... soffrivi il soffribile! I lamenti della vita, inghirlandata di pallidi giacinti, non avevano più forza... ma aspettavano che si consumasse fin l'ultima molecola di vitalità... Morta a 19 anni, l'età delle folli speranze, dei sogni dorati! Prega e riposa nel Signore, o bionda fanciulla! Il tuo spirito, non fatto per le tempeste del mondo, accresca il numero dei felici nel Cielo. (Carmen)
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