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(segue) Porta Giovanni
patriota, Chieti (8-7-1885).

amici, risolveva tutte le quistioni, sollevava tutte le sventure; egli aveva qualche cosa di Lord Brougham, trovava tempo per tutto. E in un'ora, culminante della sua vita, portò il senno del giureprudente nella camera legislativa. Morì sulla breccia, come ieri diceva con accenti vibrati e commossi il nostro comm. Ginaldi, che lo commemorò in questa Corte di Assise, rispondendo alla simpatica parola dell'avvocato Giovanni Petrini, figliuolo non degenere di quell'atleta, che misurava le sue forze con ogni gigante del foro; morì sulla breccia, poiché egli trattò i suoi affari sino a che il divieto della fatica non gli venisse recisamente imposto; e poi si rassegnò considerando che dopo di lui rimarranno a combatter valorosi sotto la medesima bandiera i due suoi figli Vincenzo e Camillo. Iersera tutta la città rese al cav. Camerini le dovute onoranze funebri. Le rappresentanze di tutti i pubblici uffici, di tutti gli istituti, di tutte le corporazioni, 23 bandiere seguivano la sua salma, attorno alla quale parecchi discorsi furono pronunziati in piazza Castello. - Ma l'interesse che ognuno aveva di sentire, e lo stiparsi attorno agli oratori, fra i quali il Comm. Michele Iacobucci e il

(segue...)


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