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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
magistrato , Ancona (14-3-1885). ov'egli aveva 5 cause, e l'altra una massima di giurisprudenza sulla provocazione. Dopo le 10 ant. era stato visto passeggiare tranquillamente in piazza Cavour, poi non fu più visto. Aveva passato una notte insonne, agitatissima, a colazione mangiò pochissimo, e la sua signora, a cui da 16 mesi si era sposato, non voleva che uscisse di casa; ma egli disse che doveva recarsi alla Procura generale. L'idea del suicidio gli era balenata da qualche tempo, scrive l'Ordine. Lamentava sempre dolori di testa. Con qualcuno disse perfino: "Un giorno o l'altro vedranno galleggiare il mio cadavere". Domenica a chi gli radeva la barba, accusava un fortissimo dolor di capo, e ad un certo punto gli disse con molta freddezza: "se la dura così, vado a gettarmi in mare". Sabato, mentre faceva la requisitoria, egli pareva soffocato, ed una schiuma biancastra sulle labbra sembrava gl'impedisse di parlare. Qui, però, in Teramo, ove era stato in congedo sino a 20 giorni fa, parlava bensì de' suoi acciacchi, specialmente nelle funzioni digestive, si lagnava dei modi duri un po' del suo procuratore generale, ma non rivelò ad alcuno l'idea del suicidio. La vedova tornò ieri mattina in Teramo. Alla sera precedente,
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