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L'ultima dimoraa cura di Federico Adamoli (2008
stampato in proprio
305 pagine) |
politico, maggiore, Atri (25-8-1883). incoraggiate. Intimamente liberale, senza forse averne l'apparenza, fece quanto gli era possibile, in tempi tiratissimi, per rendere men dura la condizione dei compromessi politici. Più d'uno di questi rammentano con gratitudine di avere ricevuto da lui consigli, aiuto, ed asilo, non senza pericolo della sua persona. Nei primi anni del nostro risorgimento nazionale servì con zelo intelligente la causa della libertà restaurata e della tranquillità cittadina, qual capitano della Guardia nazionale. Più tardi il Governo ne lo rimunerò, conferendogli il grado di maggiore. Nei consigli della Provincia, in cui sedette per una lunga serie d'anni, portò l'esperienza e il senno del provetto amministratore. I suoi colleghi, in prova della considerazione in cui lo tenevano, lo elessero più volte vice-presidente. Le sue virtù private furono del pari eminenti. Fu il genio tutelare della famiglia: fu l'amico leale e disinteressato; fu il benefattore generoso. La modestia, di cui soleva velare i suoi atti, celò talvolta le sue buone azioni. Operando in altra guisa forse avrebbe raccolto più larga messe di gratitudine. Né egli se ne dolse, pensando che l'esercizio del bene sia sufficiente compenso
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