Lo Scudo d'Abruzzo

Tra storia e sport, fasti e documenti di una competizione di motociclismo (1935-1961)

a cura di Federico Adamoli (2015, stampato in proprio, 115 pagine) + CD Photo-book
ISBN 9788890810596 - Euro 8,50



[Lo Scudo d'Abruzzo]

Photobook
(didascalie delle immagini)

1) La motocicletta era ritenuta il mezzo fascista per eccellenza; adatta per il popolo era, secondo i dettami delle disposizioni staraciane, da preferirsi alla più borghese automobile. Il Duce affermò che ogni buon fascista doveva praticare uno sport: se apparteneva al popolo doveva scegliere il motociclismo.

2) Il fotomontaggio raffigura un centauro in una posa spettacolare con lo sfondo della montagna teramana. L'immagine venne utilizzata per presentare la prima edizione dello Scudo d'Abruzzo, per sottolineare il connubio esistente fra gli aspetti motociclistici e quelli legati alla valorizzazione turistica del territorio teramano ed abruzzese, con le sue suggestive montagne.

3) Il Solco, foglio d'ordini del partito fascista di Teramo, diede grande spazio alla presentazione della prima edizione dello Scudo d'Abruzzo, svoltasi dal 18 al 21 luglio 1935, su un tracciato di ben 1617 km.

4) Immagine del trofeo dello Scudo d'Abruzzo, realizzato negli Stabilimenti Artistici Fiorentini, in bronzo ed argento finemente cesellati; il trofeo raffigura un cerchio circoscritto da una fuga di frecce con al centro la Vittoria protesa in avanti.

5) Lettera degli Stabilimenti Artistici Fiorentini al Podestà di Teramo per la fornitura del trofeo dello Scudo d'Abruzzo (1937).

6) Nel primo Scudo d'Abruzzo il generale Vaccaro, segretario del CONI (secondo da sinistra con la bandiera a scacchi in mano) dà la partenza alla coppia Picozzi-Reposo (1935).

7) Berardo Taraschi al controllo di Teramo della 1. tappa. Il pilota teramano, appena ventenne, sfiora la vittoria nel Gruppo B del 1. Scudo d'Abruzzo, preceduto dal pescarese Attilio Di Ciccio (1935).

8) La squadra del Moto Club di Teramo al 1. Scudo d'Abruzzo: Berardo Taraschi, Mario Ciarelli, Giuseppe D'Andrea, Ugo Pediconi (1935).

9) Il passaggio della coppia Valorani-Milano in piena velocità lungo il Viale Bovio affollato di pubblico (1935).

10) La coppia Valorani-Milano in curva (1935).

11) Berardo Taraschi, già considerato come "promessa sicura" del motociclismo teramano, fu la vera rivelazione nel 1. Scudo d'Abruzzo (1935).

12) Una coppia di concorrenti che gareggia su “motocarrozzetta” (1935).

13) La stessa coppia di concorrenti, che gareggiano con una Mas, si prepara alla partenza di una tappa (1935).

14) Una fase della partenza nel 1. Scudo d'Abruzzo (1935).

15) Motocarrozzetta all'uscita dell'avamparco nel 1. Scudo d'Abruzzo (1935).

16) Il concorrente romano-tedesco Fritz Lademann nel 1. Scudo d'Abruzzo (1935).

17) Lettera del comitato organizzatore del 1. Scudo d'Abruzzo al Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli per la richiesta dell'uso del palco in tubi metallici, in occasione del passaggio per la città dei concorrenti (1935).

18) Frontespizio dell'opuscolo del 1. Scudo d'Abruzzo con il programma e il regolamento (1935).

19) Itinerario della 1. tappa del 1. Scudo d'Abruzzo (km. 413,400) (1935).

20) Itinerario della 2. tappa del 1. Scudo d'Abruzzo (km. 400,800) (1935).

21) Itinerario della 3. tappa del 1. Scudo d'Abruzzo (km. 418,700) (1935).

22) Itinerario della 4. tappa del 1. Scudo d'Abruzzo (km. 384,100) (1935).

23) Pagina de Il Solco, con il resoconto del 1. Scudo d'Abruzzo (1935).

24) Lettera di ringraziamento del comitato organizzatore del 1. Scudo d'Abruzzo al Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli “per l'appoggio concesso alla manifestazione” (1935).

25) Al motto di “Meglio ancora la moto”, Il Solco annuncia lo svolgimento del 2. Scudo d'Abruzzo (1936).

26) Lettera di ringraziamento del presidente del comitato organizzatore del 2. Scudo d'Abruzzo Francesco Paolini alla Regia Prefettura di Teramo per la concessione di una medaglia da parte del Ministero della Guerra (1936).

27) Frontespizio dell'opuscolo del 2. Scudo d'Abruzzo con il programma e il regolamento (1936).

28) Frontespizio del volantino di presentazione del 2. Scudo d'Abruzzo (1936).

29) Lettera del Segretario Federale Vittorio Cortiglioni al Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli per la richiesta di riscossione del contributo di lire 5000 concesso per il 2. Scudo d'Abruzzo (1936).

30) Il numero de Il Solco del 22 luglio 1936 dedica l'intera prima pagina alla presentazione del 2. Scudo d'Abruzzo.

31) Manifesto a firma del Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli affisso per annunciare lo svolgimento del 2. Scudo d'Abruzzo (1936).

32) Lettera del comitato organizzatore del 2. Scudo d'Abruzzo al Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli per annunciare che il Ministero delle Comunicazioni ha concesso un ribasso del 50% “in linea del tutto eccezionale” per favorire l'afflusso degli appassionati alla manifestazione (1936).

33) Il numero de Il Solco del 26 luglio 1936 riserva la prima pagina ai commenti sugli esiti del 2. Scudo d'Abruzzo.

34) Lettera di ringraziamento del comitato organizzatore del 2. Scudo d'Abruzzo al Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli per l'appoggio fornito alla manifestazione (1936).

35) Invito del Podestà di Teramo Giovanni Lucangeli al ricevimento tenutosi presso i giardini comunali di Piazza Garibaldi “in onore dei partecipanti al II. Scudo d'Abruzzo” (1936).

36) Negli anni Trenta fioriscono nel teramano le gare motoristiche: Tortoreto inaugura una nuova competizione, il Trofeo Impero, “corsa di velocità in salita” che si disputa nell'ottobre 1936. La gara si svolse in due sole edizioni, nel 1936 e nel 1938.

37) Il Solco Sportivo del 30 giugno 1937 presenta la 3. edizione dello Scudo d'Abruzzo.

38) Busta di corrispondenza relativa al 3. Scudo d'Abruzzo (1937).

39) Lettera dell'Associazione Motociclistica Teramo alla Prefettura di Teramo per la richiesta di un premio da riservare ai partecipanti del moto-raduno svoltosi in occasione del 3. Scudo d'Abruzzo (1937).

40) Lettera del comitato organizzatore al Prefetto di Teramo per la richiesta di un premio (1937).

41) A chiusura della terza edizione dello Scudo d'Abruzzo viene organizzato un motoraduno alla Fortezza di Civitella. Nell'immagine, un gruppo di partecipanti (1937).

42) Il centurione teramano Giovanni Lucidi-Pressanti in gara nella classe 250 del 3. Scudo d'Abruzzo (1937).

43) L'arrivo di un concorrente in Corso San Giorgio nel corso della quarta tappa del 3. Scudo d'Abruzzo (1937).

44) Il podestà Giovanni Lucangeli dà il via ad Ubaldo Di Gioachino del GUF Teramo; accanto a lui si prepara Bruno Campanelli della squadra della Milizia della Strada (1937).

45) Il centauro teramano Ugo Pediconi su Taurus 500 nel 3. Scudo d'Abruzzo (1937).

46) Due concorrenti in piena velocità nel 3. Scudo d'Abruzzo (1937).

47) I componenti della squadra del GUF di Teramo nel 3. Scudo d'Abruzzo: Ubaldo Di Gioacchino, Giuseppe D'Antonio e Alfonso Valentini (1937).

48) Accanto allo Scudo d'Abruzzo nasce una nuova competizione organizzata sempre dall'Associazione Motociclistica Teramo. Nel 1937 (3 ottobre) si disputa infatti il 1. Circuito di Teramo, “gara motociclistica di velocità”. Frontespizio del programma e regolamento della gara.

49) Il percorso del 1. circuito motociclistico di Teramo (1937).

50) La seconda edizione del Circuito Motociclistico di Teramo precede lo svolgimento del 4. Scudo d'Abruzzo (1938).

51) Modulo d'iscrizione per la 2. edizione del Circuito di Teramo, coppa “Gaetano Pompetti” (1938).

52) Il Solco Sportivo del 9 luglio 1938 annuncia la 4. edizione dello Scudo d'Abruzzo, che abbandona il regolarismo e si trasforma in gara di velocità, disputata a Civitella del Tronto.

53) Lettera del presidente del comitato organizzatore del 4. Scudo d'ABruzzo Vittorio Cortiglioni al commissario prefettizio del comune di Teramo per la richiesta di concessione di un premio (1938).

54) Il Circuito Motociclistico di Teramo si svolse in tre edizioni, tra il 1937 ed 1939. La gara era intitolata al centauro teramano Gaetano Pompetti, deceduto nel corso del circuito motociclistico del Lucrino. Nella foto, il Prefetto, il Federale e il Commissario Prefettizio si accingono a compiere un giro del circuito (1938).


55) 2. Circuito Motociclistico di Teramo: un momento della gara (1938).

56) 2. Circuito Motociclistico di Teramo: un momento della gara (1938).

57) Berardo Taraschi, vincitore della 2. edizione del Circuito Motociclistico di Teramo (1938).

58) Lettera di invito del presidente dell'Associazione Motociclistica Teramo Dario Foschi al Prefetto di Teramo (1939).

59) Lettera del presidente dell'Associazione Motociclistica Teramo Dario Foschi al Prefetto di Teramo per la richiesta di un premio (1939).

60) Nel 1939 Berardo Taraschi, con la sua Benelli, bissa il successo nella terza edizione della Coppa Gaetano Pompetti (1939).

61) Il tracciato di oltre 3 chilometri previsto per la 5. edizione dello Scudo d'Abruzzo (1939); alla vigilia della gara il circuito venne accorciato “per sopravvenute necessità tecniche, del tutto imprevedibili”.

62) Il centauro milanese Biagio Nocchi, vincitore su Norton della classe 500 del 5. Scudo d'Abruzzo (1939).

63) Biagio Nocchi, pilota dalla lunga carriera agonistica, fu campione italiano assoluto nel 1935.

64) Il centauro romano Umberto Ranieri, vincitore su Benelli della classe 250 del 5. Scudo d'Abruzzo (1939).

65) 6. Scudo d'Abruzzo: un momento della gara (1939).

66) 6. Scudo d'Abruzzo: un momento della gara (1939).

67) Lettera di ringraziamento del Presidente dell'Associazione Motociclistica Teramo Dario Foschi al Podestà di Teramo Umberto Adamoli per la collaborazione prestata nell'organizzazione della manifestazione e per la concessione di un premio (1940).

68) Lettera del Presidente dell'Associazione Motociclistica Antonio Alessandrini Biondi al Comune di Teramo per la richiesta di un premio in occasione del 7. Scudo d'Abruzzo (1946).

69) L'edizione del 1946 dello Scudo d'Abruzzo si svolse a Giulianova, a causa dell'impossibilità di procedere alla sistemazione del manto stradale del circuito teramano (immagine tratta dalla mostra “Lungo Strade Parallele”).

70) Bruno Bertacchini, vincitore della classe 500 del 7. Scudo d'Abruzzo (1946).

71) Enzo Rabitti, secondo classificato nella classe 500 del 7. Scudo d'Abruzzo (1946).

72) Dario Ambrosini di Cesena, vincitore su Guzzi della classe 250 del 7. Scudo d'Abruzzo (1946).

73) Dario Ambrosini durante lo svolgimento del Gran Premio di Monza del 1949.

74) Per l'edizione del 1946 dello Scudo d'Abruzzo, svoltasi a Giulianova, l'Istituto Luce realizza alcune riprese per il notiziario “Luce Sport”. Già nel 1936 la corsa era stata ripresa dagli operatori dell'Istituto Luce.

75) Caricatura di Marco Priori, presidente del Moto Club di Tortoreto, pubblicata su Il Messaggero (1946) (disegno di Mondino). Al termine del secondo conflitto mondiale si svolse a Tortoreto la prima corsa motociclistica italiana ed europea del dopo-guerra (agosto 1945). La gara riprendeva la tradizione degli anni precedenti la guerra, con il Trofeo Impero. Tortoreto vide nel 1926 la sua prima gara motociclistica per “bicimotori”.

76) Caricatura di Berardo Taraschi (disegno di Mondino) (1946).

77) Caricatura del centauro Martelli, partecipante al Circuito di Tortoreto del 1946 (disegno di Mondino).

78) Caricatura del celebre asso Omobono Tenni (disegno di Mondino) che fu annunciato tra i partecipanti del Circuito di Tortoreto (1946).

79) Dopo una pausa di 9 anni, torna nel 1955 lo Scudo d'Abruzzo. Il Presidente del Moto Club di Teramo Mario Petrella inoltra al Sindaco di Teramo una richiesta per la sistemazione del fondo stradale del Circuito del Castello.

80) Lettera del Presidente del Moto Club di Teramo Mario Petrella al Sindaco di Teramo per richiedere la rimozione dei “materiali da costruzione residui che ingombrano la sede stradale del circuito” dell'8. Scudo d'Abruzzo (1955).

81) Cartolina stampata in occasione dell'8. Scudo d'Abruzzo raffigurante il trofeo (1955).

82) Il centauro di Modena Giovanni Degli Antoni, vincitore su Ducati della classe 125 cc. dell'8. Scudo d'Abruzzo (1955).

83) Ernesto Brambilla, vincitore della classe 250 del 9. Scudo d'Abruzzo (1956).

84) Ernesto Brambilla su Parilla 175 in una competizione motociclistica.

85) Ernesto Brambilla su MV Augusta 125 nella Coppa UCMI di Imola (1954).

86) Orlando Ghiro, vincitore su Ceccato della classe 75 del 9. Scudo d'Abruzzo (1956). In questa fotografia è ripreso durante una tappa del 4. Giro motociclistico d'Italia (Motogiro) del 1956.

87) Orlando Ghiro realizzò sulla sua Ceccato diversi record mondiali di velocità. Il 9 dicembre 1955 ne stabilì ben cinque all'Autodromo di Monza (nella fotografia).

88) Lettera di ringraziamento del presidente del Moto Club “Olga Petrella”, cavaliere Mario Petrella, indirizzata all'ufficio provinciale ENAL di Teramo per la collaborazione prestata per la riuscita del 9. Scudo d'Abruzzo (1956).

89) Frontespizio della Tessera del Moto Club “Olga Petrella” per l'anno 1956.

90) In seguito al drammatico incidente nella Mille Miglia, nel quale morirono 11 persone, l'edizione del decennale dello Scudo d'Abruzzo venne annullata (1957) .

91) Frontespizio del programma ufficiale del 10. Scudo d'Abruzzo, che venne annullato a pochi giorni dallo svolgimento a causa di un veto posto dall'Anas, che sospese il collaudo del circuito (1957).

92) Nel 1957 il Moto Club “Olga Petrella” inaugurò (2 giugno) una stele votiva intitolata alla Vergine del Riparo, eretta in onore dei caduti di tutti gli sport.

93) In occasione dell'inaugurazione della stele votiva (2 giugno 1957) il Moto Club “Olga Petrella” ricordò alcuni atleti deceduti: Domenico Valorosi, Gaetano Pompetti, Ciro Bonvicini, Eugenio Massi, Antonio Guizzetti.

94) Lettera del Presidente del comitato del “Giugno Teramano” Carino Gambacorta al Presidente della Provincia Vittorio Tarquini per la richiesta di adesione al comitato d'onore costituito per il decennale dello Scudo d'Abruzzo (1957).

95) Centauri in partenza nello Scudo d'Abruzzo del 1959. Alla fine degli anni cinquanta la “settimana motoristica” catturava l'attenzione dei tantissimi appassionati teramani, che riempivano gli spalti in occasione dello svolgimento dello Scudo d'Abruzzo e del Circuito del Castello. Quest'ultima competizione automobilistica è passata alla storia come la più nota tra le corse motoristiche svoltesi a Teramo. La “settimana motoristica” si inseriva nel programma del Giugno Teramano, in svolgimento dall'anno 1957.

96) Lo Scudo d'Abruzzo del decennale viene preceduto dal Circuito del Castello, che completa la “settimana motoristica” del 3. Giugno Teramano. Le gare motoristiche ripresero dopo due anni di sospensione, in conseguenza della sciagura della Mille Miglia del 1957. Nell'immagine una fase del duello tra Berardo Taraschi, vincitore della gara, ed il giovane pilota napoletano Antonio Maglione (1959).

97) Il 3. Giugno Teramano venne impreziosito dalla visita del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi; nell'immagine Gronchi è alla destra del sindaco Carino Gambacorta (1959).

98) Il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi sfila per Corso San Giorgio accompagnato dal sindaco Gambacorta (1959).

99) Nel corso del 3. Giugno Teramano si svolse anche un torneo di pallacanestro (1959).

100) Piloti in partenza da Piazza Garibaldi nell'11. Scudo d'Abruzzo (1960).

101) Vittorio Brambilla, tra i nomi più noti dell'automobilismo italiano degli anni settanta, giunse secondo nella edizione dello Scudo d'Abruzzo del 1959, gareggiando anche nell'ultima edizione del 1961.

102) Vittorio Brambilla (1937-2001) venne soprannominato il "mago della pioggia" per la vittoria nel Gran Premio d'Austria di Formula 1 del 1975 (nell'immagine), quando sotto il diluvio distaccò di mezzo minuto il celebre asso inglese James Hunt.

103) Una fase dell'11. Scudo d'Abruzzo (1960).

104) Se lo Scudo d'Abruzzo del 1960 si svolse in una bella giornata di sole il Circuito del Castello, vinto dal teramano Renato Pirocchi su Stanguellini, fu disputato sotto una pioggia battente.

105) I piloti duellano sotto la pioggia nel Circuito del Castello edizione 1960.

106) Lettera di ringraziamento del Presidente del Moto Club “Olga Petrella” al Sindaco di Teramo per il contributo erogato per la stele votiva inaugurata nel 1957 (1960).

107) Lettera all'Amministrazione Comunale per la richiesta di una coppa in occasione dell'ultima edizione dello Scudo d'Abruzzo (1961).

108) Nell'anno 1961 le strade teramane videro per l'ultima volta in gara i centauri per la disputa del 12. Scudo d'Abruzzo. L'agghiacciante tragedia compiutasi nell'autodromo di Monza, durante il Gran Premio di Formula 1, nel quale morirono 14 persone, decretò la fine delle corse motoristiche su strada. Nell'immagine, i piloti dell'ultimo Scudo d'Abruzzo attendono la partenza da Piazza Garibaldi.

109) Nel 1961 anche il Circuito del Castello salutò i teramani. L'ultima edizione raccolse una folla enorme, facendo registrare il record d'incassi.






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