
Federico Adamoli
DIARIO: Un "fatterello"
Le preoccupazioni e le contrarietà del 2004 mi hanno portato a trascurare la buona abitudine di donare periodicamente il sangue, iniziata tre anni fa. Una volta superate le avversità ho avvertito nuovamente la spinta per una nuova donazione di sangue. Dopo esattamente 12 mesi sono quindi tornato al centro trasfusionale di primo mattino e, come la prassi richiede, ho fatto il prelievo di controllo che precede la donazione. Questa volta, in attesa che il medico mi chiamasse per l'esame delle analisi eseguite, necessario per ottenere il via libera alla donazione, ero tranquillo e non avevo neppure il cuore accelerato che solitamente mi accompagna in queste circostanza. Avevo notato che l'infermiere che portava il foglio con i risultati stava sottolineando con un pennarello verde una certa riga dei risultati, ed io pensavo che lo stesse facendo per evidenziare qualche valore anomalo; d'altro canto non stavo pensando che quel foglio contenesse proprio i miei dati.
E' arrivato finalmente il mio turno per il breve colloquio, ma subito il medico ha riferito che c'era qualcosa che non andava, perché un valore era risultato estremamente basso, quasi nullo. Si trattava addirittura del valore delle piastrine! L'elaborazione di quel prelievo era stato ripetuto, ma il risultato era rimasto lo stesso! Mi è stato chiesto se c'era qualcosa che non andava, oppure se avevo affrontato delle cure farmacologiche. Cadevo letteralmente dalle nuvole perché io mi sentivo perfettamente bene; ho solamente sottolineato che al momento del prelievo di controllo, il sangue aveva stentato parecchio ad uscire, circostanza che ha indotto il dottore a ripetere immediatamente il prelievo, cambiando questa volta ago e braccio.
Se nei primi momenti non ho pensato neppure a preoccuparmi, l'agitazione ha cominciato ad impossessarmi di me. Costa mi stava succedendo? Perché le piastrine erano quasi nulle? Ci vuole poco a capire che in una situazione del genere ci può essere sotto qualcosa di estremamente grave, vale a dire qualche forma di leucemia strisciante, non ancora manifestatasi nei sintomi. Seduto sulla sedia, in attesa che l'infermiere uscisse con i nuovi risultati, cominciavo a prefigurarmi la possibilità di uno scenario che mai mi sarei aspettato: ricovero immediato, lunghi controlli, penosa incertezza. Mi dicevo: doveva andare proprio così, adesso che le altre preoccupazioni sono finite, con perfetto tempismo mi cade questa tegola in testa. D'altro canto queste cose devono succedere proprio a me!!
Su quella sedia ora cominciavo a preoccuparmi, a tremare e a temere per la mia salute. Vedevo gli infermieri uscire dalla sala prelievi e li scrutavo, cercando di comprendere se il loro sguardo nascondesse un sentimento di commiserazione su ciò che mi aspettava. L'agitazione cresceva man mano che il tempo trascorreva, fin quando il dottore mi ha chiamato nuovamente. Sono entrato ed ha esclamato: "Adesso si che le piastrine vanno bene!!". Con un sorriso che scioglieva la mia tensione ha lasciato intendere che l'avevo scampata bella! La spiegazione dell'anomalia che si era verificata era proprio nella difficoltà di estrazione del sangue, che aveva causato l'aggregazione delle piastrine e quindi un conteggio non veritiero. In quindici minuti sono passato dalla morte alla vita!